Parma: nessuna schiarita sul futuro societario

Mentre la squadra di Beretta naviga tra alti e bassi (avendoli solo invertiti tra case e trasferta), la tanto agognata schiarita sul fronte societario è ben lontana dal profilarsi all’orizzonte. E’ ormai chiaro che l’amministrazione straordinaria del CdA Smart targato Bondi – Angiolini condurrà la società fino al termine della stagione, con tutti gli inconvenienti del caso: indebolimento della rosa giorno dopo giorno (dopo Marchionni, è praticamente perso anche Paolo Cannavaro in scadenza di contratto); scarso peso politico della società, verificabile ogni domenica sui campi di gioco; impossibilità di programmare il mercato estivo o qualunque programma futuro a causa delle scarsa disponibilità economica, della poca fiducia che la società Parma FC ormai ispira nei giocatori, dell’inadeguatezza di Oreste Cinquini che finora non ne ha combinata una giusta.

D’accordo le ristrettezze economiche, d’accordo le condizioni di esercizio provvisorio cui ha costretto l’inutile protrarsi della vicenda Sanz, ma ci sono società che riescono a fare le nozze coi fichi secchi e a viaggiare su ben altri livelli (Chievo e Ascoli su tutte). Perdere Marchionni e Cannavaro senza battere ciglio è stato segno di scarsa lungimiranza; regalare Bonazzoli alla Sampdoria per riprendersi Ruopolo è sintomo di scarsa competenza tecnica; non vendere Bonera al Liverpool per sei milioni di euro (con cui si poteva tranquillamente acquistare Miccoli) è indice di poca sagacia.


Le altre chicche del direttore sportivo sono stati gli ingaggi dei giovanotti senza contratto come Olive, Vignaroli e Bettarini prima (e il terzino prima dell’infortunio era stato anche una piacevole sorpresa) e di Bucci, Delvecchio e Fernando Couto poi. Il tutto condito dalla cessione di Rosina prima al Verona lo scorso anno (due giorni prima che si infortunasse Marchionni, certo non si poteva prevedere, ma…) e poi al Torino in estate; lo scambio assurdo con la Fiorentina tra Frey e Lupatelli; il continuo peregrinare del povero Tonino Sorrentino (uno che la butta dentro da ogni parte e che servirebbe come il pane per fare rifiatare un mese o due Corradi) prima a Catanzaro e infine a Grosseto dove, due minuti dopo l’esordio, era già in gol.


Una totale mancanza di strategia che ha finito con l’aggravare, piuttosto che alleviare, la crisi tecnica e societaria già in atto.

Intanto anche il sogno di riavere Luca Baraldi in società sembra stia per sfumare: dopo essere stato contattato dalla famiglia Sanz, l’ex amministratore delegato ha preso le distanze dagli spagnoli in seguito all’esito negativo delle trattative (peraltro ancora aperte e riservatissime, gestite da Sanz senior e Bondi in persona) e sembra ormai prossimo ad accasarsi al Modena di Amadei. Il tutto mentre il discusso Vittorio Albertini, già mandatario di Sanz e in questi giorni a Parma per un processo a suo carico per ricettazione e tentata truffa (!), annuncia grandi e inattese novità per il Parma FC nei prossimi giorni.

Una promessa o una minaccia?

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