Capello: "L'Inghilterra e poi addio al calcio. Italia-Serbia? Provo tristezza"


Fabio Capello ha annunciato di voler abbandonare l'attività dopo la scadenza del suo contratto con la nazionale inglese. L'allenatore friulano, intervenuto a margine della presentazione di un libro in centro a Milano, ha bacchettato l'Italia per gli scontri di Genova e si è detto sorpreso del clamore che suscita l'omosessualità nel mondo del calcio. Capello e il suo addio al calcio tra qualche anno: "Purtroppo sono vecchio, non ho più tempo. Questa sarà la mia ultima esperienza in panchina. Però mi fa tristezza vedere gli stadi vuoti e in mano agli ultras, oltre alla continua lotta con gli arbitri. Se non miglioriamo non riusciremo a venirne fuori".

"Quando succedono queste cose in ogni parte del mondo sono molto brutte. Che poi succedano in Italia mi fa tristezza, proprio perché quando qualche volta si è parlato, i commenti non sono stati positivi". Un no comment sulle società italiane, additate da Capello qualche tempo fa, come conniventi con gli ultras: "Ho già ricevuto delle risposte non gradite, e quindi non voglio più toccare l'argomento".


Fabio Capello: le Foto della Carriera

Le Foto della Carriera di Fabio Capello
Le Foto della Carriera di Fabio Capello
Le Foto della Carriera di Fabio Capello
Le Foto della Carriera di Fabio Capello

Il parallelismo con l'Inghilterra: "Lì hanno dimostrato di saperci fare, di saper combattere la violenza con gli steward che hanno potere, con la polizia che ha potere e viene rispettata, con leggi che funzionano. È molto semplice: ci sono le leggi e basta attuarle. Bisogna fare quello che tutti i tifosi si aspettano venga fatto. Finché gli stadi non saranno di proprietà delle società, tutto sarà molto più difficile".

E il capitolo gay: "Non so perché ci sia grande scandalo quando si parla di giocatori gay. Forse in generale si pensa che il mondo dello sport sia più portato a una certa mascolinità. I gay sono persone normalissime - ha osservato Capello a margine della presentazione del libro 'Passo doppio. Ricordi di vita, di calcio e di tivu", del giornalista Luigi Roberto Colombo -, qualcuno è anche molto intelligente e potrebbe dare dimostrazioni di grande capacità intellettuale e organizzativa nel mondo del lavoro. Non vedo perché ci si debba scandalizzare o essere contrari alle persone gay".

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