Inter, lo si sapeva…

“Marco Bassoli, 45 anni, avvocato. Da quando è nato vede solo neroazzurro. Su calcioblog le sue passioni, i suoi capricci e i suoi crucci“.La sconfitta dell’Inter a Lisbona può stupire solo quelli che pensavano fossimo definitivamente davanti a una grande squadra. Il can can mediatico suggerito da una campagna acquisti dispendiosa e da una sorta

Marco Bassoli, 45 anni, avvocato. Da quando è nato vede solo neroazzurro. Su calcioblog le sue passioni, i suoi capricci e i suoi crucci“.

La sconfitta dell’Inter a Lisbona può stupire solo quelli che pensavano fossimo definitivamente davanti a una grande squadra. Il can can mediatico suggerito da una campagna acquisti dispendiosa e da una sorta di purificazione catartica per essere uscita splendidamente pulita (ne va datoampiamente atto) da calciopoli, ha fatto confondere la morale con la tecnica, la capacità di essere onesti in un mondo di furbi con la capacità di essere una grande squadra, una grande società.
Viceversa non si diventa vincenti dall’oggi al domani, o per grazia ricevuta.
La partita contro il Lisbona ha ampiamente confermato i limiti di questa squadra, tecnici e caratteriali.
Partiamo da quelli tecnici: l’inter ha un portiere mediocre, per essere una grande devi avere uno tra i 3/4 migliori portieri del mondo e Toldo non lo è più, lo è stato. Un grande portiere è quello che in un campionato vale 4/5 punti e che in coppa vale la coppa stessa; con un portiere bravo la partita di martedì non si vinceva ma finiva zero a zero. La difesa: discreta, non di più. Cordoba è il solito equivoco, recuperi strepitosi alla Carl Lewis ma dovuti a errori di piazzamento precedenti; guardatevi le statistiche: l’uomo di Cordoba fa sempre gol. Il solo Materazzi è stopper a livello internazionale, Samuel è giù di condizione da sei mesi almeno, la mancata convocazione al mondiale ha pesato.
Poi, da non so quanti anni a questa parte (Passarella l’ultimo?) l’Inter non ha un difensore coi piedi buoni, che sappia impostare, e questo, con squadre che fanno il pressing alto, è un problema.

Centrocampo: il solito frenetico, irrazionale modo di lavorare dell’Inter: siamo passati da 2 registi classici (Veron-Pizzarro), incompatibili fra loro, a neppure uno! Centrocampo pesante, di muscolari con tecnica buona ma non eccelsa, copie differenti dello stesso prototipo: Cambiasso (subito Santo per come ha iniziato e per quanto già manca) Vieira e Dacourt: in una squadra costruita per vincere e convincere ne giocherebbe uno solo a centrocampo, non di più. Per non parlare di Stankovic, probabilmente il giocatore più sopravvalutato degli ultimi anni, reduce da un mondiale pessimo. Ci avete fatto caso? mai una volta che una grande di Spagna o di Inghilterra lo abbia cercato. Vogliono Vieira, Materazzi, Ibra, Adriano (forse..) ma Stankovic non lo ha mai chiesto nessuno.
Ero a Firenze: abbiamo vinto in contropiede, non abbiamo mai avuto il pallino del gioco, questo è un problema di centrocampo, non di altro.
Attacco: il reparto migliore, ben assortito se tutti stanno bene, puo’ reggere da solo la squadra; probabilmente, senza infortuni, farà vincere all’Inter il campionato (considerando che la Roma difficilmente reggerà Coppa e campionato a grandi livelli per 9 mesi e che il Milan parte da meno 8) ma in coppa, con squadre di carattere e ben organizzate sarà molto difficile andare avanti, Villareal docet.
Carattere:qui, a mio parere, i limiti più grossi di Mancini, finora risparmiato nell’analisi critica perché non conosco quante responsabilità abbia nella costruzione della squadra e nella scelta dei giocatori: è ormai più che evidente che non riesce a trasmettere ai giocatori la voglia di giocare, di spaccare il mondo, di conquistare sul campo quello che la giustizia sportiva e i pronostici hanno già assegnato; la squadra troppe volte entra in campo fiacca, molle, più pronta a sfruttare le debolezze e gli errori altrui che a imporre il gioco attraverso la grinta e la consapevolezza di chiamarsi Inter e di poter vincere.
Quest’anno, senza alibi alcuno, forse Moratti capirà che per fare una grande squadra che vinca e convinca, non bastano soldi e amore, ci vuole testa .