Italia - Serbia, Valentini: "Rigiocare la partita sarebbe un regalo!"


Il Direttore Generale della Figc è tornato sui fatti di Italia - Serbia, sospesa dopo 6' minuti martedì scorso a causa degli incidenti causati dai "tifosi" serbi. Il timore di Valentini è che la Uefa adesso possa fare qualche "regalo" alla federazione serba ostaggio degli ultras: "Rigiocare la partita, magari anche a porte chiuse, sarebbe il miglior regalo che si potrebbe fare alla federazione serba. L'ordinamento sportivo di tutto il mondo prevede il criterio della responsabilità oggettiva, è uno dei capisaldi. Non c'è dubbio che anche l'Italia subirà conseguenze".

Anche secondo Valentini, come Maroni e Manganelli, la polizia italiana sarebbe riuscita a "limitare" i danni: "E' stata una delle esperienze più tristi in tutti gli anni passati nel calcio. La decisione di sospendere la gara è stata presa dall'arbitro nella piena titolarità delle sue competenze. Ha ritenuto che non potesse essere garantita la sicurezza dei calciatori e degli ufficiali di gara. Credo che il comportamento, l'equilibrio, la saldezza di nervi delle forze dell'ordine abbiano limitato i danni e attutito i rischi di una situazione che poteva esplodere. Tenere la teppaglia serba in quel settore, secondo me, è stato il male minore. Penso che l'arrivo allo stadio sia stato accelerato ed è possibile che ci sia stata qualche smagliatura nei controlli: questi mascalzoni, molti dei quali ubriachi, avevano già creato danni in città".


Foto Ultras Serbia a Genova

Foto Ultras Serbia
Foto Ultras Serbia
Foto Ultras Serbia
Foto Ultras Serbia

Adesso comunque l'ultima parola spetta alla Uefa: "La Uefa ha chiesto una relazione alla federazione serba. A noi, per ora, non ha chiesto niente. Noi abbiamo provveduto a inviare le immagini. Il primo giudizio della Commissione disciplinare si baserà sulla relazione dell'arbitro e su quella del delegato Uefa, questo orienterà il giudizio che è previsto per il 28 ottobre. C'è poi la possibilità di un secondo grado. La Uefa si è presa un po' di tempo, perché ovviamente non c'è l'urgenza che verrebbe dettata dalle cadenze di un campionato. Rigiocare la partita, magari anche a porte chiuse, sarebbe il miglior regalo a una Federazione che sta cercando di far trapelare informazioni non vere su presunte lacune organizzative addebitabili all'Italia. La polizia italiana non ha avuto la possibilità di controllare autonomamente le generalità dei tifosi serbi. Doveva essere la polizia di Belgrado ad allarmare i colleghi sulla pericolosità dei tifosi. La Serbia non è inserita negli accordi di Schengen e questo non consente di far riferimento ai database internazionali".

Fonte: Repubblica.it

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