Domenech continua a farneticare

E' comprensibile che la sconfitta in una finale di un campionato del mondo sia cosa difficile da smaltire, ed è altresì comprensibile che un allenatore passi le notti insonni a riflettere sugli errori commessi, soprattutto dopo una gara persa che la sua squadra ha dimostrato di poter vincere.
Il caso di Raymond Domenech è però un'esagerazione.
Dopo le farneticanti dichiarazioni del dopofinale, che potrebbero anche giustificarsi vista la particolarità del momento, Raymond Domenech dimostra che forse la lucidità davanti ai microfoni non è la sua dote migliore.
Il ct dei transalpini, intervistato in Germania, è ritornato a parlare della finale di Berlino ed ha elencato i tre motivi per cui la Francia ha perso: la mancata sostituzione di Zidane meditata un minuto prima (secondo più, secondo meno) della sua espulsione, l'hotel prescelto a Berlino poco tranquillo e invaso da gente che disturbava continuamente allo scopo di avere i biglietti della finale (l'avranno confuso per un bagarino) e dulcis in fundo il mancato collaudo nell'ultimo allenamento dei palloni con cui si è giocata la finale.
Un politico un giorno disse che era capitato anche a lui di dover motivare una sconfitta, ma che alcune volte si rischia di diventare ridicoli.
Domenech ha più per colpa delle sostituzioni effettuate (tipo Ribery, sostituito subito dopo aver sfiorato il gol dopo essersi bevuto mezza difesa italiana) che per quelle non effettuate anche perchè Zidane stava giocando alla Zidane, nonostante il braccio fasciato.
Per quel che riguarda la motivazione dei palloni non sperimentati, a me non risulta che i palloni di Berlino fossero diversi da quelli di Dortmund o di Monaco di Baviera.
La scena di Domenech distribuisce biglietti in albergo, è l’ultima patetica scusa, ma io voglio immaginare che sia vero.
Che ridere!

Via | City.it

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