Guerra tra Federazioni: la Serbia attacca la FIGC


La Federcalcio Serba (FSS) è letteralmente infuriata con l'Italia e con la Uefa, in particolare contestano il fatto che il rapporto dell'ispettore disciplinare della Uefa sia finito sui media italiani prima della scadenza del termine per la presentazione della documentazione in merito ai fatti di Genova. In giornata è apparso sul sito ufficiale della Federazione un lungo comunicato con le rivendicazioni serbe che non fanno altro che allungare la già lunga coda di polemiche seguite a Italia - Serbia.

Dall'altra parte dell'Adriatico si accusa l'Italia di nervosismo, testimoniato dalla pressione che viene fatta, anche mediaticamente, sulla Uefa affinché si decida per la vittoria a tavolino in favore degli azzurri:

"La Federcalcio serba è rimasta sorpresa in maniera estremamente spiacevole dal fatto che il rapporto dell"ispettore disciplinare della Uefa sulla partita Italia -Serbia sia andato a finire ai media, cosa questa che influisce sulla regolarità del procedimento avviato.
Siamo inoltre sorpresi ancora di più per il fatto che l'ispettore disciplinare della Uefa si sia manifestato prima che la Federcalcio serba abbia presentato la propria documentazione, per la quale ci è stato concesso il termine fino al 25 ottobre. La Federcalcio serba constata che i responsabili calcistici italiani sono ovviamente molto impazienti e nervosi, poiché vi sono sempre più prove di errori compiuti nell'organizzazione della partita Italia-Serbia".


Intanto in Serbia stanno lavorando alacremente per riuscire a trovare le prove delle lacune organizzative italiane, le critiche sono rivolte soprattutto alle nostre forze dell'ordine e al modo in cui hanno gestito la questione sicurezza a Marassi:

"Nella Federcalcio serba si sta completando un'ampia documentazione nella quale saranno dimostrati tutti gli errori dei padroni di casa nell'organizzazione della gara di Genova, sopratutto da parte della polizia.. Queste mosse da parte italiana ci portano all'idea che anche la Federcalcio serba in futuro dovrebbe rendere di dominio pubblico tutti i rapporti ufficiali. Ma, il rispetto di una cultura nei rapporti di lavoro e la professionalità nelle relazioni con la Uefa rimarranno nostre caratteristiche".

In attesa delle decisioni ufficiale dell'organismo continentale, non si può far altro che registrare l'ennesima puntata di questa storia. Certo è che per Michel Platini e i suoi sottoposti la vicenda non sarà di facile risoluzione, qualsiasi decisione rischia di scontentare le parti in causa, a perderci, come al solito, il calcio.

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