Guai per il Bologna: Irpef non pagata e sfratto dal campo d'allenamento


Il Bologna non ha versato l'Irpef sugli stipendi dei calciatore per i mesi di maggio e giugno, il cui termine scadeva lunedì scorso, ed ora rischia che gli venga inflitta una penalizzazione in punti. Il pericolo concreto c'è, ma il presidente dei rossoblu Porcedda ha provato a rassicurare la piazza: «Abbiamo lavorato senza sosta a questo problema, che è la conseguenza passeggera di quella sofferenza finanziaria che io stesso ho denunciato. Potete stare tranquilli: sto risolvendo tutto e ribadisco che sono qui per fare il bene del Bologna, non certo per costargli qualche punto in classifica».

Porcedda poi si è sfogato con i giornalisti de "il Resto del Carlino" denunciando delle non meglio specificate difficoltà ambientali in questi primi mesi a Bologna: «Molta diffidenza, troppa. Continuo a domandarmi chi me lo faccia fare. Sono venuto animato dalle migliori intenzioni. In questa impresa ho messo tutto ciò che potevo mettere: denaro, tempo e ogni mia energia. Sono stato chiuso per due giorni in sede, impegnato a risolvere il problema. Se la sofferenza non fosse transitoria, ma strutturale, avrei fatto un mercato differente, soprattutto in uscita. Ma in pochi, dal punto di vista mediatico, sono disposti a farmi credito, anche se la logica mi pare che sia tutta dalla mia parte. Ogni tanto mi domando chi me lo abbia fatto fare. E ho la tentazione di pareggiare tutti i conti e di cedere il Bologna al primo che me lo chiede. Ma sono pensieri che se ne vanno in fretta: sono testardo, sono deciso e ho una dignità da difendere. Continuare nel mio lavoro pensando che un giorno tutte le voci dovranno spegnersi sta diventando uno stimolo in più».


Altre voci inquietanti sono circolate in questi giorni, come quella secondo la quale Menarini, vecchio azionista di maggioranza, si stia attrezzando per trovare un nuovo acquirente per il Bologna perché nutre un forte scetticismo sulle possibilità di Porcedda di rilevare le fidejussioni ancora intestate alla vecchia proprietà entro fine mese. Anche su questo Porcedda ha risposto «Questo è un altro aspetto in via di soluzione. E non credo proprio che Menarini abbia mosso alcun passo in quella direzione. Ho ricevuto anche telefonate strane, per non dire inquietanti. E comincio ad avere la netta sensazione che dietro le quinte ci sia qualcuno che manovra per mettere le mani sul Bologna. Be’, quel qualcuno, se c’è, non avrà vita facile».

Un altro problema, come se non bastassero questi, ha interessato ieri il Bologna. Riguarda il centro tecnico Niccolò Galli di Casteldebole per il quale ieri è arrivato lo sfratto da parte della Galotti Spa proprietaria del terreno a causa dei mancati pagamenti. Circa due settimane fa l’amministratore Silvino Marras aveva rassicurato i tifosi annunciando di aver trovato un accordo con la famiglia Marchesini proprietaria della Galotti Spa. Adesso dopo le parole di Marras sono arrivati però i fatti: l’ingiunzione di sfratto. Sulla vicenda Marras ha rilasciato una dichiarazione per chiarire quale sia la posizione del Bologna sulla vicenda:

“I primi di agosto c’è stato un decreto ingiuntivo per il pagamento degli affitti del centro tecnico di Casteldebole e il 5 ottobre insieme a Pier Giovanni Ricci ho chiarito la posizione del Bologna Fc 1909 all’amministratore delegato e al vicepresidente della Galotti, proprietaria del centro. Con loro il colloquio è stato molto aperto e cordiale, entrambi abbiamo dimostrato grandissima disponibilità: ci siamo lasciati con una promessa, da parte nostra, di presentare un piano di rientro di pagamento dei debiti di affitto pregressi. Ieri, 21 ottobre, ci è pervenuta una lettera dell’avvocato della Galotti nella quale si evidenzia che il tribunale ha concesso, entro il 31 gennaio, lo sfratto esecutivo dal centro. C’è qualcosa che non torna, sinceramente mi aspettavo che, dopo il colloquio del 5 ottobre, non si andasse in tribunale ma che qualcuno ci avvisasse. Nella lettera dell’avvocato si sottolinea anche che la cosa sarebbe stata riservata per non fare cattiva pubblicità al Bologna Fc 1909. E così non è stato”

A Bologna la situazione sembra essere totalmente fuori controllo. I tifosi in estate erano molto soddisfatti dell'acquisto da parte di Porcedda della società perché questo rappresentava, a loro modo di vedere, un passo in avanti significativo rispetto alla gestione Menarini. Adesso si attendono sviluppi perché i tifosi stanno incominciando a pensare di essere caduti dalla padella alla brace. I tifosi incrociano le dita e sperano che Porcedda possa riuscire a risistemare tutte queste situazioni in sospeso.

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