Le prime parole da ct dell'Under 21 di Ciro Ferrara

ciro ferrara

La nazionale Under 21 riparte da Ciro Ferrara, il tecnico napoletano è stato presentato oggi a Roma presso la sede della Federcalcio. L'ex allenatore della Juventus firmerà un contratto che lo legherà agli Azzurrini per tutto il biennio 2011/2013, in questo periodo di avvarrà della collaborazione di Angelo Peruzzi, che sarà il suo vice, e di Luciano Castellini, in qualità di preparatore dei portiere. Per Ferrara non si tratta di esordio assoluto in Azzurro, ricordiamo infatti che era il vice di Marcello Lippi nel corso della fortunata spedizione in Germania del 2006.

Le prima parole da commissario tecniche sono state di stupore per l'incarico che gli è stato affidato e che lui ha accettato senza nessun indugio, poi ha risposto alle solite accuse di essere un semplice discepolo di Lippi, un "lippiano" per usare lo stesso termine ascoltato oggi in conferenza stampa, come se aver imparato qualcosa dal ct campione del mondo dovesse poi essere motivo di imbarazzo:

"Sono più che contento, ma anche sorpreso perché non me l'aspettavo. Non è un passo indietro, né un modo per ripartire: è un'occasione di crescita ulteriore. Non sono un 'lippiano', sono stato scelto per le mie qualità tecniche e umane. E non sono nemmeno un 'sacchiano'. Certo, Lippi l'ho sentito. Non mi ha dato consigli, ma era solo contento per la scelta della federazione".


A Ferrara è stato chiesto se e in che misura intende far uso degli oriundi, fenomeno tanto di moda di questi tempi, vera manna dal cielo per molte selezioni. Ovviamente ha spiegato che non intende chiudere le porte della sua nazionale a nessuno e che gli stranieri selezionabili sono ben accetti, l'idea però resta quella di non abusare di questa opportunità, continuando a preferire un gruppo con ragazzi nati e cresciuti, soprattutto calcisticamente, in Italia. Gli è stato chiesto anche di Mario Balotelli, Ferrara ha chiarito fin da subito che la sua intenzione è quella di lasciare l'attaccante del City alla nazionale maggiore, la dimensione a lui più congeniale.

Soddisfazione è stata espressa anche da Arrigo Sacchi, coordinatore delle nazionali giovanili:

"Ferrara è stato il primo obiettivo da subito. L'ho sempre difeso anche l'anno scorso, non per simpatia, ma perché conosco il suo valore umano. Tutto nasce dalla persona e Ferrara è l'uomo giusto. Sono certo che sarà un grande allenatore. Era in corsa con un altro e pensavo che potesse non accettare per lo stipendio che è meno alto rispetto a quello dei club, e invece non ha fatto problemi, mostrando grande entusiasmo e accettando immediatamente la nostra offerta".

Parole di rito anche da parte del Presidente federale Giancarlo Abete che ha accolto con gioia l'arrivo in Under 21 di Ferrara e dei suoi collaboratori, augurando che il prossimo biennio possa riportare l'Italia ai vertici del calcio europeo, obbiettivo chiaramente non raggiunto sotto la guida di Pierluigi Casiraghi.

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