A Busnago le preghiere sono nerazzurre

Chi ha detto che non si può mischiare sacro e profano? A Busnago, tranquillo paese alle porte di Milano, non la pensano così. O meglio non la pensa così Don Stefano, il nuovo parroco arrivato nella comunità milanese da settembre. Nella prima omelia ha sorpreso tutti, forse più di un dribbling di Ibrahimovic o di

Chi ha detto che non si può mischiare sacro e profano? A Busnago, tranquillo paese alle porte di Milano, non la pensano così.
O meglio non la pensa così Don Stefano, il nuovo parroco arrivato nella comunità milanese da settembre. Nella prima omelia ha sorpreso tutti, forse più di un dribbling di Ibrahimovic o di un assist di Figo. “Io ho 2 fedi. La prima ovviamente è la fede in Dio e nella dottrina Cattolica. La seconda è la fede nell’Inter.

Vi dico subito che esporrò la bandiera neroazzurra fuori dal balcone della mia abitazione e quando l’Inter vincerà qualcosa di importante, salirò personalmente sul campanile a mettere un bandierone neroazzurro”. Reazioni tra il sorpreso e il divertito tra i fedeli che assistevano alla sua prima messa.

Nemmeno fossero a vedere la Juventus contro il Frosinone. I maligni del luogo, tentati dal Diavolo notoriamente rossonero, hanno subito pensato che l’ Inter quest’ anno abbia davvero protezioni ai massimi, anzi divini, livelli.
Dallo scudetto regalato alla Juve in B, dal Milan sotto il livello del mare al presidente della FIGC di dichiarata fede bauscia. Ci mancava anche uno che con il Capo lassù ( no, non Berlusconi ), ha un rapporto privilegiato. I tifosi si stanno già organizzando per inserire fra le trasferte della stagione, tra l’ Olimpico di Roma e quello di Torino, una visita a Busnago, magari di domenica mattina.
Prima di un Milan – Inter o di un Inter – Roma. Chissà che cantando, anzi pregando, tutti insieme i due angeli Giacinto e Peppino, Adriano non si ricordi della parabola del figliol prodigo e torni a fare caterve di gol.

Dopo i Deo Gratias per la vittoria di Firenze, sono già arrivate le prime punizioni: doppia razione di Ave Maria e Padre Nostro per chi ha giocato a Lisbona. Volevo dire di allenamenti. Perché si sa: la strada per il Paradiso è lunga e piena di avversari. Anzi di tentazioni.

( Nella foto la massima espressione di fede per un interista )

Fonte Notizia: www.interfans.org