Fiorentina, stagione di Frey a rischio: è il momento di Boruc


E così, alla fine, ce l'ha fatta. Ma non come sperava: Artur Boruc era arrivato a Firenze via Glasgow col chiaro intento di essere il numero uno della Fiorentina, che ci fosse stato o meno Frey. Il portiere polacco, solo pochissimi anni fa considerato uno dei migliori estremi difensori d'Europa, ha accettato la sfida, ma il collega francese proprio non voleva saperne di farsi da parte; attento e meticoloso nella scelta, alla fine Mihajlovic aveva puntato su Sebastien, per buona pace di Artur, non avaro in quanto a dichiarazioni spesso tendenti a trovare il giusto equilibrio.

Dal classico "mi aspettavo di giocare di più", al più misurato "devo continuare a lavorare per meritarmi il posto", fino ai zero pentimenti per aver lasciato il Celtic ("In Scozia non avevo più stimoli e mi stavo lasciando andare"). Una settimana fa l'esordio ufficiale in Coppa Italia contro l'Empoli, 120 minuti giocati e porta inviolata. E ieri la nomina ufficiale a titolare: eh già, perché il buon Frey in allenamento ha messo male il ginocchio destro che gli si è girato in maniera innaturale. Oggi i temuti accertamenti, impietosi: lesione subtotale del legamento crociato anteriore del ginocchio destro.

Riposo assoluto per 4-5 giorni, quindi ineluttabile operazione chirurgica, il secondo lungo stop nella carriera di Frey dopo il crack dell'altro ginocchio, il sinistro, in uno scontro di gioco contro Zalayeta della Juve in un match di Coppa Italia. Sfortuna nera, non c'è che dire, per l'ex interista e parmigiano, ma come insegnavano secoli e secoli fa i sofisti, beh, ogni accadimento porta svantaggi per alcuni quanto vantaggi per altri. Un in bocca al lupo sentito a Frey, ma uno anche a Boruc. E a Mihajlovic, che perde pezzi in continuazione.

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