Riccardo Zampagna dice addio al calcio


Dopo più di 500 partite tra dilettanti e professionisti, 166 gol di cui 28 in Serie A, dopo averla messa dentro con le maglie di 14 squadre differenti, l'eccentrico Riccardo Zampagna ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo: lo fa all'indomani del suo 36esimo compleanno e sceglie un modo repentino e inatteso, dichiarando sostanzialmente che "si è stufato di questa vita". Eppure a Carrara (militava fino a una settimana fa nella Carrarese, seconda nel Girone B della Seconda Divisione, Lega Pro), nessuno si aspettava questa scelta, sceso da titolare in campo con gli ambiziosi toscani domenica scorsa nella partita vinta per 3-0 contro il Giulianova. Al momento della sostituzione di mister Monaco un saluto enigmatico a tutto lo stadio, inattese prove di addio di difficile interpretazione da parte del pubblico. Poi la cena coi compagni per festeggiare il compleanno, quindi l'improvviso addio.

Lascia con una lettera, scritta al culmine di un paio di giorni di conferme e smentite:

"Sono molto dispiaciuto di lasciare il calcio, soprattutto in un momento così bello per la Carrarese. Ho trovato e conosciuto una città, delle persone e dei tifosi superbi. In soli tre mesi sono tornato quel giocatore importante che conoscevo. Per tutto questo vi ringrazio. Mi sicuso in primis con Nelso Ricci; spero che questa mia decisione non rovini il nostro rapporto, basato sui valori umani autentici. Mi scuso con la società, con la città e con i tifosi carrarini. Sono certo che comunque la Carrarese saprà raggiungere traguardi importanti anche senza di me. Il calcio è un gioco di squadre e questo è un gruppo molto solido. Con enormi volori sia umani che tecnici. Sono onorato di essere stato il loro capitano; vorrei ringraziare tutti i compagni per i momenti intensi e speciali trascorsi insieme. Forza Carrarese forza ragazzi...non mollate mai!"

Già, Nelso Ricci. Il famoso direttore sportivo ha allestito una Carrarese da combattimento, ingaggiando nomi importanti come lo stesso Zampagna per l'attacco e Luca Vigiani e Nicola Corrent per il centrocampo, con l'obiettivo di riportare la Carrarese quanto meno in terza serie, prima di sognare la Serie B (da cui la squadra manca da 62 anni ormai!). Lunedì 15 ha avuto parole non proprio morbide nei confronti dell'attaccante ternano, che molti pensavano arrabbiato per la sostituzione contro il Giulianova:

"Cosa decide Zampagna mi interessa poco. La decisione spetta alla società, non certo a lui. Se la società decide che Zampagna deve stare a casa, lui sta a casa. Io con Riccardo ho parlato lunedì. Ha detto che avrebbe valutato. Lui tornerà domani sera (questa sera, ndr) per incontrare i suoi compagni. Festeggerà con loro il suo compleanno. Sinceramente non so cosa ci sia da festeggiare, forse il suo addio al calcio. A 36 anni una persona è abbastanza matura per prendere le sue scelte. Io quest'estate l'ho chiamato per chiedergli se mi dava una mano. Se poi i problemi sono altri, come la sostituzione di domenica, penso che quello sia un diritto sacrosanto dell'allenatore. Sono cose che fanno parte del calcio. Noi abbiamo un certo equilibrio, abbiamo una squadra che sta facendo benissimo, anche grazie a Zampagna. C'è un grande allenatore che ha un buonissimo rapporto con tutti e abbiamo dei principi. Chi decide è la società, non chi si sveglia male la mattina. Riccardo non può dire: giovedì vengo e decido. Qui c'è un allenatore, e con me gli allenatori contano sempre. Il mister deve essere libero di prendere le scelte che vuole. L'ho detto chiaramente anche alla squadra prima. Monaco fino al 7 maggio è l'allenatore della Carrarese e gode della nostra fiducia. Cambiare 22 allenatori in dieci anni, come è stato finora, non fa parte della mia mentalità. Non sono nè deluso nè arrabbiato. Sono amareggiato, conoscendo il personaggio. Tutte queste persone, in primis l'allenatore, sono venute a Carrara per vincere il campionato; Zampagna è venuto per divertirsi e forse vincere. Ne passa. Sicuramente qui ci vuole gente che ha voglia e stimoli. Nel calcio prima serve una società, poi la serietà di tutti. I fatti di domenica hanno complicato la situazione, non certo i rapporti fra me e lui. Il problema è che stiamo parlando di un gruppo di lavoro: il resto della squadra è qui a lavorare e lui invece è a casa. Lo spogliatoio? Sono bravi ragazzi e Zampagna è simpatico a tutti. E' una questione di voglia, stimoli e adesso anche rapporti con l'allenatore. Finché non si andava a toccare lui, andava tutto bene. Adesso è diverso".

Non a caso nelle parole di addio dell'ex messinese un posto di privilegio è stato riservato a Ricci. Che prende atto di questa scommessa fondamentalmente persa. Un duro colpo per la Carrarese, ma anche il mondo del calcio perde un personaggio sui generis: senza peli sulla lingua, nei piedi i numeri per grandissimi gol, un caratterino non facile che ha chiuso in maniera eclatante. C'era da aspettarselo.

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