Sneijder: "Per Mourinho ero disposto a morire e ad uccidere"


In un'intervista al settimanale francese 'France Football' l'olandese dell'Inter ha ribadito, non senza una punta di nostalgia, la sua fedeltà ad Josè Mourinho. Wesley Sneijder, pupillo del portoghese nella stagione d'oro dei nerazzurri, ha anche espresso la sua speranza per il Pallone d'Oro: "Vorrei aggiudicarmelo specialmente perchè in passato è stato vinto da Johan Cruyff, Marco Van Basten e Ruud Gullit (tutti olandesi, ndr). Mi piacerebbe vincerlo per ridare fierezza al mio piccolo Paese e rimetterlo davanti alla scena mondiale". La speranza di Sneijder, già quattro trofei vinti nel 2010, "è che si prenda in considerazione l'intero anno", che potrebbe concludersi anche col 'botto' del mondiale per club.

"Il mio ricordo di Mourinho? E' incredibile il suo modo di mostrarti che sa gestire tutte le situazioni. Una volta mi ha detto 'Wesley hai l'aria stanca, prenditi qualche giorno di riposo, vai al sole con tua moglie e tua figlia'. Tutti gli altri allenatori mi parlavano solo di allenamenti, lui mi mandava in spiaggia. Cosi' sono partito per Ibiza tre giorni. Quando sono tornato, ero disposto a uccidere e morire per lui'. L'olandese ritorna anche sui metodi di allenamento del portoghese:

La cosa più importante non era tanto l'allenamento, ma il recupero. Quando giocavamo solo la domenica lavoravamo come dei matti durante la settimana. Fisico, tattica. Capitalizzavamo per il seguito'. Mourinho, infine, è un leader, che non accetta cattivi comportamenti: 'Se lo tratti male, lui ti tratterà peggio. Con lui non bisogna fare gli stupidi', conclude Sneijder. Benitez? Lui ha un altro stile e i suoi metodi. E’ difficile riprendere in mano una squadra che ha vinto tutto, soprattutto quando ci sono molti infortunati. Adesso è dura, ma per lui è una sfida ed ha un carattere impressionante. Non siamo ancora al livello dell’anno scorso e comunque sarà difficile ripeterci”.

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