Vieira punito come Zidane

Il conflitto di interessi dell’ Inter sul calcio italiano tramite Guido Rossi, Tronchetti Provera e la Telecom trova un’ altra conferma. Il giudice sportivo Gianpaolo Tosel, uno dei volti nuovi del sistema calcio post Calciopoli, ha subito fatto capire chi comanda. Non l’ Inter. Tre giornate di squalifica a Patrick Vieira perché, dopo l’ espulsione

Il conflitto di interessi dell’ Inter sul calcio italiano tramite Guido Rossi, Tronchetti Provera e la Telecom trova un’ altra conferma. Il giudice sportivo Gianpaolo Tosel, uno dei volti nuovi del sistema calcio post Calciopoli, ha subito fatto capire chi comanda. Non l’ Inter.

Tre giornate di squalifica a Patrick Vieira perché, dopo l’ espulsione per somma di ammonizioni sul finire del big match dell’ Olimpico, ha rivolto una frase ingiuriosa al direttore di gara Rizzoli. Già alla prima giornata Tosel, che prese il posto del generale Italo Pappa, aveva colto in fallo con la prova tv la gomitata di Kuffour in Roma – Livorno, punendola con 3 giornate di squalifica.
Sacrosante, ma imparagonabili a quelle appioppate al gigante di ebano del centrocampo nerazzurro. Come non pensare anche all’ assurda sentenza della FIFA sul caso Materazzi – Zidane? La tendenza ormai è quella di considerare di pari sostanziale gravità sanzionatoria il gesto e la reazione violenta, con l’ insulto verbale, gratuito,stupido nella forma ma privo di conseguenze fisiche per l’avversario.

Il ricorso nerazzurro, preannunciato da Marco Branca e benedetto da Massimo Moratti, è giusto per ristabilire una gerarchia nella scala di valori delle squalifiche, così come una multa da parte della società al giocatore francese per il comportamento fuori dalle righe e probabilmente figlio del clima di nervosismo che ha tradito anche Roberto Mancini. In quanto a lei, caro Tosel, spero che questo suo iperattivismo tipico dei primi giorni di scuola non si perda già ai primi rigori dell’ inverno, non solo metereologico.

Si troverà di fronte ad analizzare e sanzionare cento, mille casi come questo, come quello di Paci – Toni e sono curioso di vedere come si comporterà quando l’ attaccante di una squadra in difficoltà si tufferà per cercare un rigore o dovrà leggere un labiale di un difensore che avrà offeso la mamma dell’ avversario provocandone la reazione. Dovrà avere cento occhi per seguire tutte le immagini tv e riesaminare tutte le decisioni di un arbitro nei 90 minuti.
Perchè nulla, in caso contrario, mi eviterà di pensare che questa sia stata solo l’ espressione di una sua voglia di protagonismo nell’ opera di ricostruzione del calcio italiano. Voglia di cui nessuno sentiva il bisogno, specie dopo Calciopoli.