Momento nero per Adriano e Ronaldinho, scaricati anche dai loro allenatori

ronaldinho

Non è un periodo felice per due campioni brasiliani che attualmente militano in Italia, stiamo parlando di Ronaldinho e Adriano, entrambi poco partecipi dei successi e delle gioie della propria squadra in questo squarcio di stagione. Il caso del milanista è spinoso come al solito, fosse per Berlusconi starebbe sempre in campo, anche con una gamba sola. Di fatto però gli allenatori quando devono sacrificare qualcuno alla fine optano per lui. Il Milan è primo in classifica, Allegri ha trovato la quadratura del cerchio nel reparto offensivo grazie alla coppia composta da Ibrahimovic e Robinho, che insieme garantiscono potenza e velocità.

Ronaldinho resta così tristemente ai margini, si consola con i suoi amici di sempre nella notte milanese ma glielo leggi negli occhi che non è felice in questo momento. L'allenatore rossonero sembra averlo capito e oggi in conferenza stampa ha affrontato l'argomento, il messaggio lanciato al fuoriclasse è chiaro: se non sei felice qui non sei obbligato a restare. La parole di Allegri non lasciano spazio ad interpretazioni alternative:

"Ronaldinho? Dico solo che nel Milan ci devono stare quei giocatori che hanno voglia di starci. I risultati dipendono dalle qualità tecniche e dalle motivazioni che si hanno dentro, tenere giocatori controvoglia è controproducente. Io, ma la società prima di me, non tiene giocatori controvoglia".

Ancora più complicato, se vogliamo, il caso di Adriano. Il brasiliano, accolto in estate come un vero imperatore, non ha mai trovato spazio in questa Roma, in campionato sono soltanto due gli spezzoni di partita che lo hanno visto in campo. Purtroppo Rosella Sensi ha perso questa scommessa, pensava di poter recuperare l'attaccante tanto fisicamente quanto psicologicamente: in realtà la stazza è rimasta la stessa di sempre, dopo diete e programmi di allenamento specifici avrà smaltito al massimo due o tre chili, e il suo morale non se la passa meglio, con la nostalgia per il suo paese che torna ad affiorare con sempre maggiore insistenza.

Claudio Ranieri, in conferenza stampa, non ha usato giri di parole, in questo momento Adriano non è di alcuna utilità alla Roma, l'attacco giallorosso non ha bisogno di lui e se non è soddisfatto di come stanno andando le cose può anche andare via:

"Ci sono giocatori che stanno più avanti di lui, non fosse alla Roma con tutti questi campioni giocherebbe sempre. Adriano sa che se vuole parlare con me il mio spogliatoio è sempre aperto, ma so che è difficile rispondere a giornali che stanno dall'altra parte dell'Oceano, bisogna vedere se è vero e come è stato riportato quello che ha detto. Ma non so se potrà andare in prestito. La mia filosofia di vita è: se non sto bene vado via. Lo dico anche ai giocatori, se non si sta bene è giusto che vada, non si devono fare le cose controvoglia. Io ad esempio sto bene e resto".

Il giocatore ha sempre ripetuto di essere felice a Roma e di voler onorare il contratto fino alla sua scadenza nel 2013. Dal Brasile c'è chi giura però che un suo ritorno è molto vicino, a corteggiarlo ci sarebbe il Corinthians, la stessa squadra di Ronaldo. Proprio il Fenomeno, in questi ultime tempi, è diventato il maggiore sponsor del connazionale. L'ex di Inter e Milan ha rivelato di essere in contatto con Adriano e di aver percepito in lui un desiderio di tornare in patria, al Corinthians per l'appunto, chissà che i due non possano ritrovarsi compagni in un futuro non tanto distante.

Milan e Roma sono impegnate entrambe in trasferta nel prossimo turno di campionato. La capolista rossonera andrà a Brescia, Ronaldinho ancora una volta starà a prendere freddo in panchina, mentre i suoi compagni proveranno a conquistare tre punti fondamentali nella corsa scudetto. Adriano invece non potrà nemmeno sentire l'odore del campo visto che Ranieri non lo porterà in panchina in occasione del difficile confronto contro l'ottimo Chievo visto fino ad oggi. Due destini, quelli di Ronaldinho e Adriano, che si incrociano e chissà che anche i finali delle loro storie non saranno in qualche modo simili.

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