Bari, lo sfogo di Almiron: "Basta voci su di me, voglio rimanere"


Che il Bari non stia andando propriamente "bene" è sotto gli occhi di tutti, la squadra spumeggiante che dodici mesi fa di questi tempi abbatteva la Juve al San Nicola è uno sbiadito ricordo: certo, innegabile il ruolo che hanno avuto gli infortuni in questa prima metà di stagione, una continua situazione di emergenza per mister Ventura che non gli ha mai praticamente concesso la rosa al completo, che pure rimane di alto livello e molto simile a quella dell'anno scorso, eccettuati i due centrali di difesa. Ebbene, proprio con la Juve il 12 dicembre 2009 ci fu un giocatore che fu eletto migliore in campo, protagonista assoluto di quella e di tante altre partite dei biancorossi, Sergio Bernardo Almiron, centrocampista dai piedi buoni che dopo la parentesi in chiaroscuro a Torino aveva trovato nuova linfa vitale nel capoluogo pugliese.

L'anno passato contribuì non poco, col suo "gemello" di reparto Donati, all'annata memorabile dei galletti, prestazioni di spessore assoluto, cinque gol e una manciata di assist per l'argentino; ma all'avvio balbettante del Bari, in questo finire di 2010 si è aggiunta anche l'opaca verve del pelato mediano, che non solo ha dovuto far i conti con le critiche sul suo conto per le prestazioni fornite, ma ha anche dovuto ascoltare pettegolezzi circa la sua vita privata, dalle notti brave a storie con mogli di suoi compagni. Al centro di una trattativa col Napoli, per altro tutt'altro che smentita dal suo agente, e punzecchiato da più parti, ieri Almiron ha indetto una conferenza stampa in cui ha voluto fare il punto, lucido, della situazione. Le sue parole sono state molto dure ma anche estremamente chiare, spiegando nel dettaglio la sua situazione attuale.

"Girano voci non vere, che vado a letto con le mogli dei compagni, che spacco lo spogliatoio, che non mi impegno, che faccio serate. Questo non è corretto, nei miei confronti e nei confronti della mia famiglia. Merito rispetto. Accetto le critiche come calciatore, ma non sul personale. Nonostante tutto io non voglio andare via, salvo che non me lo dicano il presidente Matarrese, Ventura o Angelozzi. Ho giurato amore eterno al Bari, e lo ripeto. Non me lo merito. Salvo il Bari e vado via, non esiste retrocedere. Ventura? Mi ha fortemente voluto qui l’anno scorso, posso mai aver contrasti con lui?"

E poi puntualizza sul suo stato di forma:

"Non c’è l’Almiron dello scorso anno, questo è chiaro. Sono stato bene fino alla gara con il Milan. Poi ho fatto delle analisi e mi sono stati riscontrati dei virus e un affaticamento al fegato, che è ingrossato. Da due giorni mi sento meglio e sono pronto a giocare contro la Roma. La mia disponibilità è totale, farei anche il portiere per salvare il Bari. All'Olimpico, contro la Roma, sarà dura, ma se saremo concentrati, faremo risultato."

E il direttore sportivo del club pugliese, Guido Angelozzi, ieri ha ribadito la non cedibilità del giocatore:

"Almiron non si tocca. A Bari sta bene, non si muoverà da qui. Non abbiamo ricevuto richieste ma, se arrivassero, non le prenderemmo in considerazione. L’argentino è un uomo troppo importante per il nostro gioco. Non sta attraversando un periodo brillante, ma siamo certi che ci aiuterà a risalire la corrente in classifica."

Eh sì, il Bari avrà proprio bisogno anche del miglior Almiron per risalire la china, le giornate passano e i punti non arrivano...

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