Boniek e la Stella - Andrea Agnelli ammette: "Non rientra nei parametri"


Zibi Boniek non ha titolo ad essere inserito nelle 50 stelle dei campioni della storia juventina che faranno da contorno ai settori del nuovo stadio. Lo aveva "scoperto" il blog bianconero di Antonio Corsa due settimane fa andando a spulciare le statistiche e, incidentalmente, mettendo in dubbio la formale regolarità del sondaggio con il quale la società aveva individuato i 50 giocatori più rappresentativi.

Dopo le tante proteste degli ultras (e di tanti tifosi comuni) che non ritenevano che Boniek, da anni sostenitore giallorosso e mai tenero, per usare un eufemismo, nei confronti della sua ex squadra, meritevole di un riconoscimento del genere l'inchiesta di Corsa aveva di fatto messo in fuorigioco il polacco.


I criteri per entrare a far parte della lista erano i seguenti: aver realizzato più di 100 gol o collezionato più di 150 presenze, aver vestito la fascia di capitano o avere vinto il Pallone d’Oro. Boniek con la Juventus ha collezionato 133 presenze, ha segnato 31 gol, non è mai stato capitano e non ha mai vinto il Pallone d’Oro. E allora perché è stato inserito nella lista dalla società? Incredibile ma vero Boniek nella lista non c’è mai stato. Sostanzialmente Zibi è riuscito ad essere “eletto” senza nemmeno aver partecipato.



Oggi, nell'intervista concessa a Tuttosport, interviene sul tema il nuovo presidente della Juventus Andrea Agnelli che ammette:


La questione è stata presa sul serio. Boniek non rientra nei parametri [..]. Stiamo valutando se esi­stono strumenti per indire una nuova vota­zione.

Pensabile una retromarcia a questo punto quando sono aperte da mesi le vendite delle stelle ai tifosi, che possono far apporre il loro nome vicino ad uno dei 50 campioni selezionati? Evidentemente sì, un po' per la caparbietà dei contestatori, un po' perché risulta veramente difficile immaginare che qualche tifoso bianconero abbia pagato 250 o 350 euro per farsi mettere di fianco ad un "nemico" della Juventus.

Si tratta comunque di un brutto pasticcio, ma l'onestà di Andrea Agnelli rappresenta un segnale ulteriore del cambiamento di approccio del nuovo corso bianconero.

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