Il sit-in dei giocatori del Catanzaro, le lacrime di Novelli della Pro Patria


Appena due mesi fa avevamo parlato sulle pagine di questo blog della crisi senza fine che sta attraversando il Catanzaro, un passato glorioso anche in A e ora sul fondo del fondo del calcio professionistico, ultimi aliti di vita di una società ormai inesistente e una città che ormai, rassegnata, si prepara al peggio e cioè a rivedere il calcio che conta al Ceravolo solo tra molti anni, con la Terza Categoria dietro l'angolo. Ma di fatto i giallorossi sono ancora in Seconda Divisione, l'anno scorso sfiorarono la promozione e l'orgoglio dei giovani calciatori è senza fine.

L'allenatore Zé Maria e il direttore sportivo Malù non ce l'hanno fatta e hanno abbandonato una barca che ormai punta dritta verso la deriva, se non, peggio ancora, verso un naufragio da cui sarà difficile non farsi male. Sono volenterosi i giocatori calabresi, alcuni magari sperano di sfruttare queste partite tra i professionisti per rimanere a galla (su Corapi, il capitano, ci sono gli occhi della Nocerina capolista in Prima Divisione, sul giovanissimo Gigliotti già sul taccuino di squadre addirittura della massima serie), fatto sta che domenica pomeriggio, in un Ceravolo deserto perché costretto alle porte chiuse, hanno messo in atto una protesta pacifica per attirare, una volta di più, l'attenzione dei media nazionali.

Senza stipendi da mesi, costretti ad allenarsi senza poter fare la doccia, la prossima trasferta a Trapani verrà onorata come le altre, coi propri mezzi privati. Domenica ennesima sconfitta contro il Pomezia, i punti in classifica rimangono due (anche se sul campo ne avevano ottenuti tre, tris di pareggi), ma prima dell'annunciata messa in mora l'undici in campo ha protestato sedendo per terra al calcio di inizio degli avversari. Un vero e proprio sit-in coi colleghi del Pomezia che in segno di solidarietà hanno fatto melina per i primi sessanta secondi di gioco, salvo poi cominciare a giocare quando i catanzaresi hanno ripreso ad alzarsi.

Un ultimo, disperato gesto per cercare di sensibilizzare l'imprenditoria locale o comunque le autorità, qualcuno pur di cercare di far qualcosa senza che l'agonia senza fine (sportivamente parlando, s'intende, anche se effettivamente di soldi i giocatori non ne vedono, anzi ce ne rimettono) diventi morte certa. Perché sul campo questo Catanzaro potrà pure perdere, ma i ragazzi allenati ora da Antonio Aloi ce la mettono sempre tutta. Anche nel Girone A è successo qualcosa di simile, coi giocatori della Pro Patria che hanno interrotto per un minuto la partita col Montichiari voltando le spalle agli avversari consenzienti. E a fine partita mister Novelli di fronte ai microfoni non è riuscito a trattenere le lacrime.

La squadra di Busto Arsizio è prima in classifica e anche contro il Montichiari ha vinto per 1-0 mantenendo la vetta della graduatoria; tuttavia la situazione societaria è più che mai incerta, e non da quest'anno (il principale responsabile risponde al nome di Savino Tesoro), e la singolare protesta dei "tigrotti" è piaciuta al pubblico che ha applaudito ininterrottamente. Le inadempienze economiche dei lombardi quasi sicuramente costeranno qualche punto di penalizzazione che peserà sulla classifica, in più il futuro è nebuloso e il rischio che il lavoro di Novelli sia vano è molto alto. Ma come detto il tecnico ex Salernitana ha rilasciato dichiarazioni post-partita molto toccanti:

"Non vedo l’ora di andare a casa. Questa è un’agonia, iniziata da agosto. Siamo tutti stanchi, stanchi di testa. Solo noi sappiamo le difficoltà che affrontiamo durante la settimana: ragazzi sfrattati da casa, senza soldi per fare la spesa. Io sono padre di famiglia, come lo è anche il patron: io sto male per questi ragazzi e non capisco come, chi ha creato questa situazione, possa infischiarsene. Nella vita, oltre a onorare gli impegni presi, bisogna avere rispetto".

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