Mondiali Qatar 2022: e si giocassero d'inverno?


Dodici stadi in sette città, un'ora e mezza di distanza (al massimo) tra un impianto e l'altro, soldi in quantità industriale per rinnovarne tre e costruirne nove, il "villaggio olimpico" del Qatar (grande quanto l'Abruzzo come superficie) è pronto per scaldare i motori e avrà 11 anni di tempo per presentarsi nel massimo splendore (nel 2021 si giocherà infatti la Confederations Cup, prova generale dei Mondiali di dodici mesi dopo). Dalle parti di Doha sceicchi, emiri e chi più ne ha più ne metta promette il massimo della modernità e del comfort, con tanto di aria condizionata per ogni stadio che, addirittura, a fine manifestazione dovrebbero lasciare la penisola arabica e andare a fare bella mostra in lande africane meno fortunate (eh già, perché a quanto dichiarato alcuni impianti saranno "smontabili" e mobili, trasportabili cioè in altre parti del mondo).

Il Qatar a parole ha fatto le cose in grande, ma i problemi a centinaia di settimane di distanza dall'evento che avverrà comunque fra tanto tanto tempo non paiono pochi. Va bene il refrigeramento artificiale, ma sarà sufficiente per alleviare le difficoltà agli atleti (e al pubblico) quando i match estivi verranno disputati a 45 gradi con umidità asfissiante? Difficile, e d'altra parte il Comitato Olimpico Internazionale aveva alfine bocciato la candidatura di Doha per le Olimpiadi del 2016 (poi assegnate a Rio de Janeiro) proprio perché a quelle latitudini, in agosto, faceva troppo caldo. Gli sceicchi aveva allora proposto, sulla scia di quanto avvenuto a Sidney nel 2000, di posticiparle ad autunno inoltrato, con veto categorico del Cio. Alla Fifa non la pensano diversamente, ma qualche dubbio inizia a insorgere.

Se è vero che la finale di Pasadena, Los Angeles, nei Mondiali statunitensi del 1994 fu svolta praticamente in un forno crematorio, è inammissibile che 26 anni dopo si ripeta una simile scomodità. E a quanto pare, dal momento che gli stadi non sono e non saranno indoor, l'aria condizionata in ambienti così grandi e aperti potrà fare poco. Rilanciano dal Qatar: si giocherà sempre dopo il tramonto, ma c'è chi fa notare che le cinque ore in avanti rispetto al meridiano di Greenwich (+4 invece sull'Italia) farebbero sì che in Europa (per non parlare del Sudamerica) le partite si giocherebbero di notte. Non pare dunque un'eresia quanto proposto da Franz Beckenbauer, membro esecutivo Fifa, che aveva avanzato la possibilità di giocare di inverno, tra gennaio e febbraio.


Qatar 2022, gli stadi: alcune foto dei progetti
Qatar 2022, gli stadi: alcune foto dei progetti
Qatar 2022, gli stadi: alcune foto dei progetti
Qatar 2022, gli stadi: alcune foto dei progetti
Qatar 2022, gli stadi: alcune foto dei progetti


Jerome Valcke, segretario generale della Fifa, dieci giorni fa ha però smentito categoricamente questa eventualità, avendo completa fiducia negli ormai famigerati condizionatori. Ma a distanza di due settimane dalla vittoria del Qatar, si intuisce come il piccolo staterello della penisola arabica abbia mostrato un eccellente specchietto per le allodole, facendosi forte di accordi impliciti circa la sua vittoria. Nonostante il clima, nonostante le dimensioni minuscole del suo territorio. Ed infatti già si ventolano ipotesi che spingerebbero il Mondiale su tutta l'Arabia: gli Emirati Arabi Uniti hanno già fatto sapere che sono disponibili a fornire supporto logistico alle Nazionali, cosa che appare necessaria perché va bene gli stadi, ma tutto l'entourage di ciascuna delle 32 partecipanti, tifosi compresi, è difficile stia in uno sputo di terra.

A questo punto il progetto, avviato, di costruire il ponte di 42 chilometri tra Doha e il Bahrein può tornare utile per coinvolgere anche i ricchi vicini, con l'Arabia Saudita che non starebbe a guardare; a quel punto si trasformerebbe in un Mondiale pan-arabo, con gli stati vicini che potrebbero alla fine anche ospitare delle partite. Problemi e manovre, soldi e politica, il tempo è ancora tanto per dipanare una strana matassa, che ha come principale groviglio quello inerente alla temperatura. Platini è d'accordo a giocare in inverno, per buona pace dei club e dei fitti calendari, il segretario generale della Confederazione asiatica Peter Velappen, pure. Ci sarà da convincere Blatter, o chi per lui quando sarà, ma anche sulla logistica ci sarà da discutere. Non si poteva farlo prima?

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