Palermo, Zamparini scredita Rossi: "Non ha le palle"


Maurizio Zamparini è alla nona stagione alla guida del Palermo, squadra che rilevò nell'estate del 2002 piantando in asso il Venezia: ai lagunari strappò anche l'allenatore Ezio Glerean che però durò una sola partita. Era il primo di numerosissimi tecnici passati dalle parti del Barbera, una folta schiera che ad oggi ammonta al numero di 13: ci sono stati divorzi e riappacificamenti (lunghissimo tira e molla con Guidolin, richiamato per ben 3 volte, ma ritorno di fiamma anche per Colantuono), esperienze lampo, traghettatori e chi più ne ha più ne metta. L'ultimo "martire" della furia zampariniana si chiama Delio Rossi.

Il trainer romagnolo sta facendo più che bene nel capoluogo siciliano; ha lanciato nuovi e giovani giocatori, ha ottenuto vittorie importanti e l'anno passato ha sfiorato il quarto posto. Insomma, poco per cui lamentarsi, anche se è noto che Zamparini ha grandissime ambizioni (da qualche tempo ventila l'ingresso in società di uno sceicco che porterebbe i rosanero allo scudetto) e, soprattutto, ama interferire col lavoro dell'allenatore, facendo commenti, appunti e punzecchiando ad ogni pié sospinto (ma non mancano anche le parole al miele e le dichiarazioni d'amore commoventi). Il pareggio di Bari, ennesimo frustata.

"Delio Rossi è un allenatore senza palle" il laconico commento dell'imprenditore friulano, che proprio non ha digerito l'1-1 al San Nicola dopo il vantaggio iniziale e l'uomo in più (con l'ultima in classifica incerottata all'inverosimile). D'altra parte, però, Rossi è tipo orgoglioso e già prima della partenza per la Puglia ci aveva tenuto a sottolineare: "Non è un contratto che mi tiene in un posto. Il problema è che mi devo sentire al centro del progetto tecnico della società altrimenti è meglio cambiare area". Così Zamparini, vulcanico ma comunque non scemo, ha addrizzato il tiro a mente fredda, anche se le parole restano forti.

"Rossi resta con noi al novantanove per cento. Quindi resta, anche se è in contrasto perenne con il suo presidente. Ieri (domenica, ndr), però, meritava 3 così come con il Parma 10+ ed a Napoli 2 meno meno con quel cambio al 95', anche se questi sono segnali del destino" ha detto il numero uno palermitano che punta, quest'anno come sempre, al massimo. Non gli ha fatto né caldo né freddo l'esclusione dall'Europa League, lui vuole la Champions (e quest'anno, ultimo con quattro posti disponibili, potrebbe essere l'ultimo buono per agganciare il treno) e ogni punto perso è un'occasione per andare in confusione. Screditando la gente che lavora.

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