Morte Bearzot: le reazioni del mondo del calcio


Arrivano punturali le reazioni dei protagonisti del mondo del calcio alla morte dell'ex c.t. della nazionale Enzo Bearzot. Queste alcune delle dichiarazioni rilasciate nelle ultime ore in seguito alla notizia.

Beppe Bergomi: "È stata una persona straordinaria, un grande allenatore ma soprattutto un grande uomo, una persona educata e per bene. Aveva dei principi, degli ideali che non si possono dimenticare. Aveva degli ideali, non posso dimenticare quanto mi ha fatto maturare, mi ha insegnato cosa è il rispetto. A Bearzot devo tutto. In quel gruppo io entrai in punta di piedi e abbiamo vinto per qualità tecniche e morali incredibili."

Paolo Rossi:"Enzo Bearzot è stato uno dei grandi italiani del '900, su questo non ho dubbi. Per me è stato come un padre io a lui devo tutto, senza di lui non avrei fatto quel che ho fatto. Era una persona di una onestà incredibile e un tecnico di grande spessore. Incarnava la figura dell'italiano popolare, e anche se non è stato uno scienziato o un artista, rimarrà nella storia dei nostri grandi del secolo scorso."

Marcello Lippi: "È una notizia che mi dà un profondo dolore e un gran dispiacere negli anni in cui ho guidato la Nazionale è stato sempre vicino a me alla mia Italia. Ci sentivamo e vedevamo spesso. D'altra parte l'ho anche avuto come allenatore quando fui convocato nell'under 23 azzurro. Poi, nei miei anni da Ct mi è sempre stato vicino e ha fatto sempre sentire il suo affetto. Sono orgoglioso di stare nella storia del calcio vicino a un grande come Bearzot. Ma in questo momento l'unica cosa che mi sento di dire è mandare un grande abbraccio alla sua famiglia."

Gianni Petrucci: "Bearzot è stato il primo allenatore che ho conosciuto come segretario della Federcalcio nell'85. Mi ricordo che ero andato ad Udine per vedere Italia-Austria, perché volevo scoprire i segreti del tecnico che ci aveva fatto vincere il Mondiale. Restammo insieme fino alla mattina dopo, perché lui era un uomo che amava fare tardi. Sono rimasto sempre affascinato e conquistato dalla sua sincerità: voto 10."

Franco Carraro: "Ero molto legato ad Enzo Bearzot, sono stato io a portarlo nelle squadre nazionali. Oltre che una persona con grandi capacità, era soprattutto un uomo vero. Era una persona che faceva gruppo con il suo esempio e con i valori che riusciva a trasmettere ai giocatori. La sua nazionale del '78 era valida come quella dell"82, ma se in Argentina fu un pizzico sfortunato, in Spagna, quattro anni dopo, la fortuna girò."

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