Mourinho: "Premi individuali? L'Inter ha vinto tutto, di più non potevamo fare..."


Josè Mourinho, in un'intervista alla Gazzetta dello Sport, confessa la sua amarezza per i mancati riconoscimenti individuali ai giocatori dell'Inter, alla fine di una stagione superba di cui si sono resi protagonisti i nerazzurri. Il portoghese, probabilmente, non ha digerito nemmeno la mancata investitura ad allenatore dell'anno, un premio (si vocifera) conquistato dallo spagnolo Del Bosque.

"Non posso dimenticare il mio primo giorno a Brunico. La gente cantava “Vogliamo la Champions”, lo stesso dicevano gli striscioni: era l’obiettivo della generazione di Roberto (Mancini, ndr). È andato tutto bene, anche perché il presidente ha protetto la squadra”, dice Mourinho. Lo Special One prosegue: "Un anno e l'eliminazione con il Manchester United. Quella sera alcuni volevano farne un dramma, altri volevano sangue, altri ancora si sono nascosti. Io sono uscito dagli spogliatoi dopo un minuto per spiegare che il risultato era la conseguenza logica, che non potevamo vincere, e che dovevo dire a Moratti quello che mancava. E così un anno dopo..."

A domanda sui mancati riconoscimenti individuali a giocatori e tecnici interisti Mourinho risponde lapidario:“Io ho fatto il mio. Undici mesi di lavoro, 57 partite, 3 titoli tra cui quello più importante, la Champions, “il torneo”. Ho vinto tutto, non posso fare di più. Lo stesso per i giocatori”.

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