Auguri Wenger! Prendiamo esempio dai “maestri inglesi”

Compie dieci anni sulla panchina dell’Arsenal Arsene Wenger e festeggia il compleanno con una vittoria sul Porto. Neanche a dirlo il protagonista della serata sul terreno di gioco è stato Thierry Henry che realizza un gol e da spettacolo come sempre. Il caso Wenger come il caso Ferguson ci dimostrano quanto diverso sia il calcio

Compie dieci anni sulla panchina dell’Arsenal Arsene Wenger e festeggia il compleanno con una vittoria sul Porto.
Neanche a dirlo il protagonista della serata sul terreno di gioco è stato Thierry Henry che realizza un gol e da spettacolo come sempre.
Il caso Wenger come il caso Ferguson ci dimostrano quanto diverso sia il calcio inglese dal nostro.
Da noi al primo campionato storto, anche di un allenatore che ha vinto tutto, la società inizia a pensare seriamente all’esonero.
In Inghilterra si è invece dato fiducia ad allenatori che hanno fallito le prime stagioni, ma poi hanno macinato gioco, spettacolo e allori.
In Italia c’è eccessiva fretta di vincere ed eccessiva paura di non vincere più e questo porta i nostri presidenti a mettere in discussione allenatori che hanno vinto tantissimo. Nel 1996, dopo tre scudetti e una Coppa Campioni vinti in 4 anni, al primo campionato storto (quello del 1994-95) di Fabio Capello, ecco che Berlusconi da al suo tecnico un ultimatum.
È spaventoso pensare che Silvio Berlusconi è una dei presidenti più lucidi del panorama italiano.
Provate a ricordare di cosa sono stati capaci Luciano Gaucci, Zamparini e Spinelli.
Pensate a Massimo Moratti che esonera Gigi Simoni il giorno in cui gli viene conferito il premio di miglior allenatore dell’anno.
C’è da ammattire. Forse per una volta è doveroso prendere ad esempio il calcio dei “maestri Inglesi”.

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