Della Valle toglie Mutu dal mercato

Adrian Mutu non è sul mercato. Questa è la notizia comunicata dal presidente Della Valle nell’immediato post partita di Fiorentina – Brescia, gara vinta all’ultimo respiro con una grandissima rimonta dallo 0-2 al 3-2. La frattura fra la società e quello che è stato per molto tempo il suo giocatore simbolo è insanabile, ma non

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Adrian Mutu non è sul mercato. Questa è la notizia comunicata dal presidente Della Valle nell’immediato post partita di Fiorentina – Brescia, gara vinta all’ultimo respiro con una grandissima rimonta dallo 0-2 al 3-2. La frattura fra la società e quello che è stato per molto tempo il suo giocatore simbolo è insanabile, ma non per questo la società viola ha intenzione di liberare il calciatore lasciando andare in una delle squadre che lo seguono, Cesena in testa.

L’intenzione a questo punto è di tenere Mutu sia fuori rosa sia fuori mercato passando attraverso azioni legali che consentano alla Fiorentina di non pagare il calciatore, anzi di avere soddisfazione con un risarcimento dopo i suoi comportamenti e le dichiarazioni di Becali, il suo agente. Una situazione non dissimile, se non fosse per il fatto che Mutu si è reso effettivamente protagonista di alcuni episodi sconcertanti, a quella del portiere del Cagliari Marchetti.

Queste le parole di Della Valle:

Mutu è fuori dal mercato. È stata una cosa gravissima, siamo stati offesi e quando si dichiara il falso sono gli avvocati che devono discuterne. È da un anno che cerco di stargli vicino, ma coi suoi comportamenti ha mancato di rispetto a tutti, soprattutto ai suoi compagni: non si può lasciare l’allenamento e andare via, ci sono regole ben precise. È una situazione che mi rattrista molto, soprattutto per il rapporto che avevo con Adrian. Valuteremo le vie legali, specie col giocatore. Ci vogliamo tutelare nelle sedi opportune.


Laconica la replica del ds del Cesena Lorenzo Minotti che, già da qualche giorno, ha un accordo con il calciatore:

Mutu fuori dal mercato? Credo che i segnali che stavano arrivando da Firenze siano in quella direzione, in questo momento credo vogliano tenere ferme le cose, facciano come vogliono, è nel loro diritto. A noi dispiace, ma siamo qui, siamo sempre pronti a riaprire il discorso, altrimenti faremo altre valutazioni e altre scelte.