Inter, parla Eto’o: il camerunese difende Benitez

Samuel Eto’o, uno che di solito parla coi piedi: preferisce il rettangolo verde ai virgolettati dei quotidiani sportivi, eppure il goleador dell’Inter questa sera sarà ospite di Piero Chiambretti. Puntata registrata, per cui già si conoscono le cose, molto interessanti, che ha detto. Vale la pena riportarle. Per esempio, sentite cosa ha da dire su


Samuel Eto’o, uno che di solito parla coi piedi: preferisce il rettangolo verde ai virgolettati dei quotidiani sportivi, eppure il goleador dell’Inter questa sera sarà ospite di Piero Chiambretti. Puntata registrata, per cui già si conoscono le cose, molto interessanti, che ha detto. Vale la pena riportarle. Per esempio, sentite cosa ha da dire su Rafa Benitez, silurato dall’Inter circa un mese fa: “Non sono d’accordo con certe critiche gratuite rivolte a Benitez riguardo la sua esperienza interista. Fino ad un certo punto, in pratica fino alla gara con la Juventus, avevamo giocato bene. Poi, però, è successo qualcosa nello spogliatoio, ed è finita come è finita. Io di certo non potevo fargli la festa, anche perché lo conosco da quando avevo 17 anni e con lui ho sempre avuto un ottimo rapporto, ma sono cose che succedono… Inutile cercare un colpevole. Piuttosto, altri gli hanno fatto la festa che dite…“.

Niente male, soprattutto perché, come detto, è raro scucire qualche parola al camerunese. Che, sbottonatosi, parla anche di altri allenatori avuti. Su Capello: “È stato il mio primo allenatore europeo. Quanto mi faceva sudare… Ma lo ha fatto per farmi diventare uno dei migliori“. Su Aragones: “E’ come un padre per me, se sono arrivato fino a qua lo devo solo a lui“. Poi su Guardiola: “È un grande allenatore, abbiamo avuto dei diverbi, ma ci sentiamo ancora molto volentieri“. Senza escludere José Mourinho, prendendo spunto dalle parole di Mario Balotelli (“Mou è un maleducato“): “La premessa è che io apprezzo Mario, ma Mourinho è una persona più grande di lui e poi è un allenatore, e non si può mai sapere che cosa succede nella vita. Sarebbe stato meglio se ne avesse parlato con lui, ha sbagliato a parlarne alla stampa“. Infine il razzismo e gli episodi di Saragozza, quando abbandonò il campo all’ennesimo insulto piovutogli dagli spalti:

“È stata una brutta situazione. Non capisco come si possa pagare un biglietto per vedere una scimmia che gioca. I miei compagni mi hanno detto: dimostra che sei migliore e due minuti dopo quell’episodio ho segnato. A Saragozza non ho più giocato perché non meritavano di vedermi”.

Postilla finale. Il suo migliore amico milanese? Ma ovvio, Marco Materazzi, con cui esulta ogni suo gol: “Se sono all’Inter è solo grazie a lui“.

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