Rosella Sensi critica il posticipo di Coppa Italia, Beretta replica

Dopo le polemiche di Claudio Ranieri sul calendario di Coppa Italia con il quale si è stabilito che la sfida con Juve si dovesse giocare a Torino, arrivano anche le lamentele di Rosella Sensi. La presidentessa della Roma non ha nulla da ridire sulla location dell’incontro, se la prende però con la decisione di giocare


Dopo le polemiche di Claudio Ranieri sul calendario di Coppa Italia con il quale si è stabilito che la sfida con Juve si dovesse giocare a Torino, arrivano anche le lamentele di Rosella Sensi. La presidentessa della Roma non ha nulla da ridire sulla location dell’incontro, se la prende però con la decisione di giocare la partita in posticipo. Il malcontento nasce dalla considerazione che la sua squadra dovrà scendere in campo nuovamente in campo a Bologna domenica pomeriggio, situazione che in qualche modo penalizza i giallorossi che potrebbero pagare le fatiche di coppa.

“Ho il massimo rispetto di Andrea Agnelli e della dirigenza juventina ma la decisione della Lega e la diversa considerazione dimostrata mi provocano un certo sconcerto”, queste le affermazioni della Sensi, esposte con una lettera alla Lega. Il massimo dirigente giallorosso sostiene che non ci siano assolutamente ragioni di audience tali da giustificare il posticipo e quindi fa fatica a capire tale decisione. Appare tuttavia poco chiaro e immotivato il riferimento alla società bianconera, colpevole forse di poter godere di qualche ora in più di riposo in quanto impegnata contro l’Udinese soltanto domenica sera.

Non si è fatta attendere la risposta di Maurizio Beretta che spiega come il calendario sia stato deciso ancor prima che finissero gli ottavi di finale di concerto con i vertici della Rai che ha l’esclusiva sulla manifestazione. Il presidente di Lega però si dice rammaricato per le lamentele giunte: “Sono personalmente dispiaciuto per le sue dichiarazioni, ero al corrente della sua insoddisfazione per il calendario di questa settimana e le ho anche inviato una ricostruzione delle motivazioni delle nostre scelte. Ma il nostro punto di riferimento in questo caso era il contratto con la Rai, e la necessità di programmare il maggior numero di gare di grande richiamo in prima serata”.

Lamentele che giungono oltre tutto in ritardo, dal momento che tali argomenti sono stati affrontati in passato in assemblea di Lega, in occasione della quale il contratto con la Rai è stato votato all’unanimità e con soddisfazione da tutti presidenti.

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