Pazzini l’interista, replica a Garrone e ammette: “Si era perso l’entusiamo”

Tutto in un baleno: domenica scorsa Giampaolo Pazzini faceva paura alla Juve sfiorando il gol del vantaggio della Sampdoria e il quotidiano sportivo Tuttosport quel giorno aveva pure titolato che per il Pazzo sarebbe stata l’ultima partita da avversario della Vecchia Signora. Infortunio alla caviglia, poi lunedì la chiamata dell’Inter, in un giorno il centravanti


Tutto in un baleno: domenica scorsa Giampaolo Pazzini faceva paura alla Juve sfiorando il gol del vantaggio della Sampdoria e il quotidiano sportivo Tuttosport quel giorno aveva pure titolato che per il Pazzo sarebbe stata l’ultima partita da avversario della Vecchia Signora. Infortunio alla caviglia, poi lunedì la chiamata dell’Inter, in un giorno il centravanti della Nazionale ha dovuto decidere cosa fare, insieme alla storica fidanzata Silvia Slitti. Il mare di Genova e la loro casa a Nervi, l’affetto della curva, le emozioni, i gol, i tanti momenti vissuti da protagonista in blucerchiato, alla fine le sirene nerazzurre hanno prevalso sulle emozioni, sulla routine genovese, si pensa alla carriera: 3 milioni di euro netti all’anno, la possibilità di vincere e di giocare in una delle squadre più importanti del mondo.

Così in fretta e furia ha organizzato una cena con tutti i compagni di squadra, poi si è recato a Milano, ha messo tutto nero su bianco e ieri era già lì, alla Pinetina, ad allenarsi coi suoi nuovi compagni. Una brutta botta per le pretendenti del Pazzo, Juve in testa, ma anche per i suoi ormai ex tifosi, che dopo Cassano si sono visti strappar via un altro asso. Riccardo Garrone, proprietario del club, non usa parole morbide: “Da tempo c’erano troppe sirene per Pazzini e lui ne è rimasto affascinato, influenzato anche dalla volontà di salire di grado. Non siamo stati noi a liberarcene. Io speravo che le sirene non si ripresentassero ma è successo. Il dg lo faccio io, ho collaboratori capaci e fedeli, sono tranquillo e vi dico che con Pazzini non si poteva andare avanti. La corda è molto tesa, questa non è una minaccia ma se la corda si rompesse sono pronto a lasciare“.

Direttamente da Milano, a meno di una settimana dalla rottura, replica Pazzini: “Ho letto le frasi di Garrone, su alcune ci sono rimaste male, ma preferisco non rispondere. Perché ha detto certe cose dovete chiederlo a lui, a proposito del mio presunto scarso impegno in campo. Io avevo dei problemi, giocavo con infiltrazioni, se il presidente fosse venuto prima delle partite lo avrebbe saputo. Per me la Sampdoria è stato un periodo bellissimo. Resterò grato per sempre a quell’ambiente. Anche se si era perso l’entusiasmo dell’anno scorso“. Ora però l’attaccante toscano è già tutto proiettato sulla sua nuova avventura a tinte nerazzurre:

“La Juve? Ho letto tantissimo. Ma chi mi ha dimostrato i fatti, che è stata concreta e rapida questa è stata l’Inter. E quando ti incalza così la società campione del mondo devi accettare. Io l’ho saputo lunedì. Ringrazio Materazzi che mi ha dato subito una mano, per le parole che ha detto. Mi ha fatto sentire subito a mio agio. Arrivo in una squadra di campioni che ha già vinto tutto. Il Milan è davanti, non dipende solo da noi. Il distacco c’è, ma ci sono anche tante partite. Ho visto un gruppo per nulla appagato, per questo sono fiducioso. Mi fa piacere essere il centravanti italiano dell’Inter, la squadra che ha portato in alto il nostro calcio in questi anni. La competizione interna non mi spaventa, fa davvero impressione girarsi nello spogliatoio e vedere un numero così elevato di campioni”

Per completezza riportiamo quello bell’articolo apparso sul Secolo XIX, un’intervista a Giampaolo Pazzini che ricorda i suoi anni in blucerchiati e racconta gli ultimi giorni con l’incredibile epilogo della sua storia con la Samp.