L’Uefa avverte i club spendaccioni: “Occhio al fair play finanziario”

L’Uefa ha pubblicato sul suo sito in serata un comunicato che risponde “indirettamente” all’ultimo calciomercato invernale. Erano stati in molti ad interpretare le spese folli dei club inglesi come l’ennesima dimostrazione che il Fair Play finanziario non è percepito come una minaccia “reale” dalle società. Come noto l’Uefa si prepara ad introdurre gradualmente, a partire

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L’Uefa ha pubblicato sul suo sito in serata un comunicato che risponde “indirettamente” all’ultimo calciomercato invernale. Erano stati in molti ad interpretare le spese folli dei club inglesi come l’ennesima dimostrazione che il Fair Play finanziario non è percepito come una minaccia “reale” dalle società. Come noto l’Uefa si prepara ad introdurre gradualmente, a partire dalla prossima stagione per andare a regime nel giro 5-6 anni, nuove regole che impongono alle squadre di regolare i costi sulla base del fatturato evitando gli indebitamenti eccessivi e i casi di perverso mecenatismo che alterano in maniera evidente le competizioni.

Chi non rientrerà nei nuovi parametri sarà escluso dalle prestigiose (e redditizie) competizioni Uefa, senza appello. Pur senza citare casi specifici come è possibile che il super indebitato Liverpool sia riuscito a spendere nelle operazioni Suarez e Carroll più delle cifra stellare spesa da Abramovich per ingaggiare Fernando Torres? In piccolo lo stesso discorso si può applicare anche alle big italiane. Senza citare la Roma, finita in mano ad Unicredit a causa dalla gestione faraonica di Sensi padre, Inter e Milan hanno entrambe situazioni debitorie preoccupanti sempre ripianate dai patron Moratti e Berlusconi, eppure si possono permettere operazioni che ingrossano a dismisura il monte ingaggi (Ibrahimovic) e dispongono di liquidità per pagare cash giocatori molto ambiti (Pazzini).

Anche la Juventus (sulla carta messa meglio delle altre), dopo la gestione di Giraudo e Moggi durante la quale riusciva ad essere di fatto “autosufficiente”, sta progressivamente dilapidando il proprio patrimonio investendo in campagne di rafforzamento che non portano risultati e finiscono per far calare il fatturato.
Insomma, la Uefa avverte tutti, pur senza puntare il dito in nessuna direzione, con un monito che suona molto severo: Platini avrà la forza per portare avanti questo progetto fino in fondo?

Ecco il testo del comunicato pubblicato sul sito dell’Uefa:

Il Regolamento sulle Licenze per Club e il Fair Play Finanziario UEFA ha ricevuto un ampio sostegno da parte di tutti i club e i portatori di interesse nel corso del lungo e ponderato processo di consultazione e approvazione.

La UEFA è consapevole delle ultime operazioni di mercato in Europa. Tuttavia, occorre sottolineare che il fair play finanziario non impedisce ai club di spendere denaro per acquistare giocatori, ma impone di avere i conti in regola a fine stagione. Pertanto, è difficile valutare singoli casi senza conoscere le strategie a lungo termine dei club.

Non vi è dubbio che i trasferimenti effettuati adesso avranno conseguenze sul pareggio di bilancio degli esercizi finanziari a fine 2012 e 2013, i primi anni in cui varrà la regola del pareggio di bilancio. I club conoscono le regole e sanno che la UEFA è determinata ad applicarle con rigore. Per esempio, a partire da questa estate, tutti i pagamenti dovuti per trasferimenti di giocatori e per i propri dipendenti saranno valutati dal Panel di controllo finanziario (CFC Panel), nel quadro della più rigorosa regola “pagamenti arretrati”.

La UEFA è convinta della crescente consapevolezza dei club riguardo alla natura della regola del fair play finanziario, che incoraggia i club a equilibrare entrate e uscite in un periodo di tempo di 4-6 finestre di mercato.

A questo proposito, e nel corso dell’applicazione delle regole di fair play finanziario, la UEFA continuerà a lavorare con i club per aiutarli a raggiungere questo obiettivo condiviso e di fondamentale importanza.

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