Parma, 15 anni d'Europa.

Nevio ScalaParma, 2 ottobre 1991, ore 17.30, stadio Tardini. Il Parma di Scala esordisce davanti al proprio pubblico in una competizione europea, affrontando i bulgari del CSKA Sofia nella gara di ritorno del primo turno di Coppa Uefa 1991-1992. Cinque mesi prima la matricola terribile, al primo anno di Serie A, ha conquistato per la prima volta nella sua storia il passaporto per l’Europa, grazie a una stagione splendida e alle… follie marsigliesi di Galliani e susseguente squalifica del Milan da parte dell’Uefa. Due settimane prima, la truppa di Scala ha imposto lo 0-0 ai bulgari nel loro infuocato catino di casa mostrando un calcio splendido e ora il pronostico è tutto per i ragazzi in maglietta bianca e bordi gialloblù. Nello stadio, disegnato per la Serie B e non ancora ristrutturato, non entra più uno spillo. La Curva Nord è ancora una curva, con sopra la "giunta" in tubi Innocenti per aumentarne la capienza e i ragazzi della curva, complice il primo buio (allora l’ora solare scattava a fine settembre), allestiscono una scenografia da brividi che riporoduce lo stemma della società.
Scala vara una formazione d’assalto, tutta tesa alla ricerca di quell’unico gol che garantirebbe la qualificazione: fuori Osio, dentro la terza punta Agostini a fare coppia con l’enfant du pays Sandro Melli e con Tomas Brolin in posizione di suggeritore. Il Parma è un meccanismo perfetto, la palla parte sempre dai piedi di Minotti che sceglie il lancio lungo per i terzini/ala Nava e Di Chiara o l’appoggio su Zoratto, geometra del centrocampo, che la smista, sempre di prima, sull’avanzante Grun o verso le punte. Accanto a lui Cuoghi gioca la solita partita tutta cuore e grinta, mentre Apolloni spadroneggia in area davanti a Taffarel.

I gialloblù giocano, creano occasioni, sbagliano gol già fatti, il portiere bulgaro Levinov si supera e nega la gioia del gol ad Agostini, a Brolin, a Melli, a Grun. Finalmente nel secondo tempo l’occasionissima: l’arbitro belga Goethals concede un calcio di rigore per il Parma, si porta sul dischetto il rigorista designato Melli... Fuori! La porta sembra stregata, ma i ragazzi di Scala non si perdono d’animo e ricominciano a macinare gioco e chilometri, entra anche il giovane Benarrivo a spingere sulla fascia al posto di un esausto Di Chiara e finalmente al 72’ è uno splendido tiro appena dentro l’area del condor Agostini a regalare l’1-0 ai tifosi impazziti di gioia. Ora bisogna difendere: entra Pulga per Melli a dare una mano al centrocampo, ma il Parma non sembra soffrire e controlla agevolmente la partita. Ma all’89’ una punizione dal limite per il CSKA porta qualche preoccupazione dalle parti di Taffarel: la palla viene scodellata in area e nessuno si occupa del terzino Paruschev, avanzato a cercar gloria con la forza della disperazione, che da due passi gela il portiere brasiliano, la squadra e il pubblico gialloblù. 1-1, fischio finale, CSKA Sofia avanti, Parma eliminato.

Finisce così, si pensa, la breve ma intensa avventura del piccolo Parma nelle coppe europee, provinciale solo di passaggio sui grandi palcoscenici internazionali. Invece la domenica successiva, approfittando del gemellaggio con la Sampdoria ospite di giornata al Tardini, i ragazzi della Curva Nord organizzano la festa di "squalificazione", invitando tifosi locali e avversari e investendo quanto messo da parte per le trasferte europee in malvasia, lambrusco, pane e salame. Sotto la gradinata è una gran festa, una festa che fa capire a tecnico, squadra e società quale sia il valore delle cose da queste parti: grazie anche a questa spinta da lì in poi per i gialloblù sarà una marcia trionfale che li porterà a vincere la prima Coppa Italia proprio alla fine di quella stagione contro l’odiata Juventus e, quasi per inerzia, la Coppa delle Coppe nella memorabile finale di Wembley l’anno successivo. Per quindici anni (fino alla traumatica stagione 2004-2005) il Parma non abbandonerà più l’Europa, raccogliendo soddisfazioni e trofei in ogni angolo del Vecchio Continente.

Parma, 2 ottobre 2006. Il Parma di Pioli dopo quattro sconfitte consecutive si trova all’ultimo posto virtuale della classifica di Serie A e ha allungato a nove (nuovo record negativo) la striscia di partite senza vittorie nel massimo campionato; a vedere il ritorno del primo turno di Coppa Uefa c’erano 2501 spettatori. Bisognerebbe parlare dei problemi dei gialloblù, delle assenze, del calendario sfavorevole, delle gerarchie di Pioli da rivedere, delle bizze di Morfeo, del modo di uscire da quella che sta diventando una crisi. Ci sarà tempo anche per questo, oggi l’unica ricetta che mi viene in mente per dare la scossa è tirare fuori dal cassetto una cassetta di quella partita e farla vedere prima dell’allenamento di domani...

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