Italiani all’estero: Liverani vicino al Boston, Firmani in Cina, Indonesia per Quintieri

Chinaglia e Bettega furono i capostipiti, a fine carriera se ne andarono in America e Canada a portare un po’ di sano football agli indigeni che poco o niente ne sapevano di soccer; oggi sono molti i calciatori che decidono di emigrare all’estero, ma non nei campionati più blasonati del globo, non in Europa, bensì


Chinaglia e Bettega furono i capostipiti, a fine carriera se ne andarono in America e Canada a portare un po’ di sano football agli indigeni che poco o niente ne sapevano di soccer; oggi sono molti i calciatori che decidono di emigrare all’estero, ma non nei campionati più blasonati del globo, non in Europa, bensì a centinana e centinaia di chilometri da casa. Se è vero che si sta inflazionando la penisola arabica (molti sono i giocatori che alla fine scelgono i petroldollari degli sceicchi), c’è da dire che alcune lande sono ancora calcisticamente inesplorate: l’Uzbekistan, che tanta smania ha di dire la sua nel panorama calcistico, ha alla fine avuto l’onore di ospitare nel proprio campionato Scolari e Rivaldo, poi c’è la Cina, che stiamo iniziando a conoscere. Grazie a Damiano Tommasi. E ora anche a Fabio Firmani.

L’ex laziale, svincolatosi dal club biancoceleste un mese fa, ha trovato l’accordo col Shaanxi Chanba (dove troverà l’immortale Mohammed Kallon), prima serie cinese; lui, che un paio di anni fa era stato anche a Dubai tra le fila del Al-Wasr, sarà dunque il secondo italiano nel calcio cinese, dopo l’apripista (e già citato) Tommasi che ha giocato per un annetto nel Tianjin Teda. Certo, nulla a che vedere con Simone Quintieri (nella foto), giovanili del Livorno (e amico di Chiellini) che di professione fa l’attaccante e che a 28 anni è passato da una squadra di Reggio Calabria (l’Hinterregio, in Serie D) al Semarang United, Indonesia (il bellissimo pezzo di Stefano Scacchi su Repubblica racconta a perfezione la sua storia).

E poi c’è Fabio Liverani, 34 primavere, carattere caldo e piedino delizioso: doveva rescindere ieri col Palermo, come confermato da Zamparini e da Sky, alla fine però non se n’è fatto nulla. Tutto rimandato di un paio di giorno, si dice, fatto sta che a Boston lo stanno aspettando; per lui infatti dovrebbero aprirsi a breve le porte della Major League Soccer, ultimamente meno esotica rispetto ai tempi di Pelè e George Best. Ricordiamo infine due scelte sui generis di calciatori nostrani; viene in mente Fabio Vignaroli nel 2009/10 in Australia nel Newcastle Jets, ma anche e sopratutto Salvatore Schillaci che nel ’94 se ne andò in Giappone, al Jubilo Iwata, e segnò più di cinquanta gol.

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