Milan, Cassano accende la sfida col Napoli: “Cavani? Un exploit alla Protti”

Antonio Cassano non è mai banale, così basta organizzare un’intervista col neo-attaccante milanista che ci si assicura succulenti virgolettati. Oggi è stato il turno de Il Giornale, quotidiano di famiglia dalle parti di Milanello, che ha incontrato Fantantonio a tre giorni dall’attesissimo match del Milan contro il Napoli. Ecco alcuni stralci interessanti, a partire proprio


Antonio Cassano non è mai banale, così basta organizzare un’intervista col neo-attaccante milanista che ci si assicura succulenti virgolettati. Oggi è stato il turno de Il Giornale, quotidiano di famiglia dalle parti di Milanello, che ha incontrato Fantantonio a tre giorni dall’attesissimo match del Milan contro il Napoli. Ecco alcuni stralci interessanti, a partire proprio dal partitissima di lunedì sera: che pensa Cassano di Mazzarri e di Cavani, i due grandi protagonisti di questo Napoli stellare?

“Mazzarri livello tattico è un fenomeno. Prepara ogni partita in modo incredibile, 24 ore su 24 è concentrato sul calcio, sempre sul pezzo. É un fenomeno dal punta di vista professionale e mi fermo qui. Con lui, a Genova, ho avuto un buon rapporto. Spesso mi telefonava anche a casa, quindi c’erano contatti fuori da Bogliasco. Se lo conosco bene, lui sta pensando di venire a Milano e di vincere la partita. Avete sentito cosa ha detto? Dobbiamo preparare 12 finali, lui crede ciecamente allo scudetto. E si organizzerà per attaccarci sui lati e per sorprenderci con le ripartenze. Cavani invece? Nei tre precedenti anni di Palermo, la sua media-gol è stata di 12 gol a stagione, ha avuto questo exploit, Ibra è un’altra cosa. Ve li ricordate i 24 gol di Protti col Bari?”

Stoccatina niente male al fenomeno uruguaiano. Di contro non lesina parole al miele per tutti i suoi compagni e la sua nuova squadra; nulla lo smuove, neanche la presunta competizione con Pato:

“Pato è un grandissimo. Io gliel’ho detto e gli ho anche chiesto di autografarmi la maglietta. Lui è il giovane più forte in circolazione, nel mondo viene dopo un altro per il quale ho un debole, parlo di Messi, naturalmente. Lo dico in modo aperto perché non vivo d’invidia, grazie al cielo. Eppoi avete visto a Verona? Gli sono saltato sulle spalle perché Pato ci ha salvato la domenica. Io e lui siamo diversi, molto diversi. Nel carattere, per esempio: io sono un vulcano, lui un introverso. Nel calcio: io entro in area e cerco il mio compagno piazzato meglio, lui entra in area e cerca la porta ma non è in discussione il talento immenso”.

Per non parlare di Milan o di Ibrahimovic, Cassano diventa un fanatico sostenitore della causa rossonera, col suo modo ammiccante che porta i tifosi ad amarlo, salvo poi rimanerne delusi alla prima marachella. Ne sanno qualcosa dalle parti di Genova, sponda blucerchiata:

“A gennaio avevo in testa un solo obiettivo: rimettermi in gioco e non potevo che farlo in un grande club come il Milan. Quando ero fuori dal Milan, sentivo spesso parlare di questo club come di una famiglia e mi chiedevo: ma che vuol dire famiglia? Bene, l’ho capito arrivando a Milanello. Qui tutti, dal presidente Berlusconi al magazziniere, ti salutano, ti accolgono con un sorriso, ti chiedono se possono fare qualcosa per te. Certo, la Samp continuerò ad averla nel cuore insieme ai suoi tifosi, hanno dato una svolta alla mia vita privata e alla mia carriera. Quattro mesi dopo il fattaccio posso dirlo: pagherei di tasca mia per non commettere quell’errore. Mi piange il cuore e sai perché? Perché ho ferito e deluso il presidente Garrone che aveva investito affetto paterno nei miei confronti. A questo punto posso aggiungere un vecchio proverbio pugliese: sotto la pianta di un errore è cresciuto un fiore meraviglioso”.

Pure filosofico.