Il Foggia di Zeman non restituisce la palla e segna, maxi rissa in campo

Mega rissa in campo nella partita tra Foggia e Gela, match del campionato di Prima Divisione. All’origine delle violenze un contestato episodio che ha portato la squadra di Zeman al pareggio. Mancano cinque minuti alla fine della partita e i rossoneri sono sotto di un gol, i siciliani mettono una palla in fallo laterale per

Mega rissa in campo nella partita tra Foggia e Gela, match del campionato di Prima Divisione. All’origine delle violenze un contestato episodio che ha portato la squadra di Zeman al pareggio. Mancano cinque minuti alla fine della partita e i rossoneri sono sotto di un gol, i siciliani mettono una palla in fallo laterale per consentire di soccorrere il foggiano Salamon il quale si sta tranquillamente alzando senza bisogno di aiuto. I pugliesi battono la rimessa laterale e si involano verso la porta avversaria, dopo una serie di batti e ribatti Sau segna il gol del 2-2.

È questo l’episodio che fa esplodere la rabbia del Gela che danno vita ad una vera e propria caccia all’uomo, dalle panchine entrano anche le riserve e in giro per il campo si scatenano una serie di capannelli. La scena non è per niente edificante, si vedono calciatori che si accaniscono contro propri colleghi che magari nel frattempo sono caduti a terra, dirigenti non più in tenera età che fanno di tutto tranne che dare l’esempio ai più giovani. Alla fine per dividere i contendenti c’è addirittura bisogno dell’intervento della Polizia. La partita riprende ma l’arbitro si affretta a fischiare arrivando a stento al novantesimo visto che in campo il clima era tutt’altro che pacificato, lo dimostrano le successive espulsioni di Candrina e D’Anna.

Nel dopo partita Zdenek Zeman è tornato sull’episodio condannando il comportamento dei giocatori in campo, allo stesso tempo ha provato a giustificare i suoi: “Abbiamo sbagliato, è un’azione di gioco che non si fa. Però i miei calciatori erano esasperati dal comportamento dei nostri avversari: dopo il loro gol non si è più giocato perché stavano sempre a terra per perdere tempo. L’arbitro ha interrotto la partita perché si era aperta una caccia all’uomo da parte dei calciatori del Gela. I calciatori avversari hanno chiesto di poter segnare, ma il gol non è irregolare. Non è previsto dal regolamento buttare la palla fuori per un infortunio. Può farlo solo l’arbitro ma purtroppo questo vizio è difficile estirparlo”.

Sicuramente meno tranquillo il capitano del Foggia Candrina, espulso dall’arbitro ha sfogato la sua rabbia a fine partita ai microfoni dei giornalisti: “Noi ci siamo adeguato a loro, alle loro continue perdite di tempo che andavano avanti dal primo minuto di gioco. La rissa? Sono stato espulso ingiustamente, conoscevo dei calciatori del Gela e sono andato a dividerli. Non credo di meritare le giornate di squalifica che mi daranno, sono incazzato nero. È la prima volta che mi capita una situazione del genere, spero che si faccia ricorso. La partita si è chiusa prima del novantesimo perché l´arbitro non vedeva più le condizioni per continuare la partita”. Adesso ad entrambe le squadre potrebbero essere inflitte sanzioni molto dure.

via | Repubblica Bari