E’ ancora un mistero la sostanza che ha provocato l’allergia a Sculli

“Era rosso come un peperone in faccia, era in seria difficoltà, per questo l’ho dovuto cambiare. Sono entrato negli spogliatoi e volevo cambiarlo subito poi il dottore gli ha fatto un’iniezione ed abbiamo provato a mandarlo in campo, poi poco dopo si è sdraiato e lo ho richiamato“, ha detto Edy Reja al termine di

di antonio


Era rosso come un peperone in faccia, era in seria difficoltà, per questo l’ho dovuto cambiare. Sono entrato negli spogliatoi e volevo cambiarlo subito poi il dottore gli ha fatto un’iniezione ed abbiamo provato a mandarlo in campo, poi poco dopo si è sdraiato e lo ho richiamato“, ha detto Edy Reja al termine di Lazio – Palermo. Sculli è stato trasportato durante il secondo tempo all’ospedale Gemelli per accertamenti.

Sulla reazione allergica si è pronunciato il medico sociale della Lazio Roberto Bianchini: “Non possiamo ancora dire quale sia stata la causa che ha scatenato la reazione allergica di Sculli. Si è trattato di un’orticaria gigante, che abbiamo risolto ieri sera stesso. Adesso faremo tutti gli accertamenti allergologici per capire cosa ha determinato questa reazione allergica. Al momento non posso escludere nulla la vernice potrebbe essere una delle ipotesi, va vagliata e studiata. La reazione è stata scatenata da qualcosa, e per la tranquillità del ragazzo e per evitare che si ripeta dobbiamo capirne i motivi. Faremo tutti i test, la vernice può essere la causa, ma non è detto“.

Reja, ignaro come tutti della causa, afferma: “Speriamo che con l’arrivo della primavera migliorino le condizioni del terreno di gioco e di conseguenza non ci sia più bisogno di questa vernice“. Ma la versione della vernice non trova riscontri. Leggo.it riferisce che si tratta di una sostanza liquida studiata per recuperare la cromaticità del manto, un prodotto inglese, ampiamente utilizzato negli stadi italiani e naturalmente testato in quelli d’oltremanica. È una miscela di pigmenti inorganici e resine che permettono alla sostanza di aderire alle foglie.

E lo stesso Sculli sul prato dell’Olimpico aveva giocato la sua precedente gara contro la Roma quando ancora indossava la maglia del Genoa, il 16 ottobre scorso (restando in campo 40 minuti) a 24 ore dal trattamento fatto sul prato dello stadio capitolino dopo il concerto degli U2. Stavolta invece sono passati dieci giorni, perchè l’ultima manutenzione risale al 26 febbraio. E poi lo stesso prodotto inglese viene usato a Marassi, campo sul quale Sculli ha giocato per anni senza accusare alcun problema.

Il Malore di Sculli

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