Del Piero pensa al futuro e risponde a Delneri: “Non mi sono mai perso”

La standing ovation riservata ad Alessandro Del Piero a pochi minuti dalla fine della sfida con il Brescia, a intervallare il suono continuo e assordante dei fischi dell’Olimpico, è il simbolo di questa ennesima stagione sventurata della Juventus. La bandiera bianconera ha risolto a modo suo la complicata partita con i lombardi, inventandosi un gol


La standing ovation riservata ad Alessandro Del Piero a pochi minuti dalla fine della sfida con il Brescia, a intervallare il suono continuo e assordante dei fischi dell’Olimpico, è il simbolo di questa ennesima stagione sventurata della Juventus. La bandiera bianconera ha risolto a modo suo la complicata partita con i lombardi, inventandosi un gol da tre punti dopo essersi fatto mezzo campo con la palla al piede, manco avesse vent’anni, quando invece la sua carta d’identità racconta che ne ha quasi il doppio.

A fine partita Delneri ha parlato di un Alex “ritrovato”, commentando la sua prestazione al termine della seconda partita consecutiva che il numero dieci ha giocato da titolare. L’allenatore juventino gli aveva preferito Toni o addirittura Martinez nelle sfide nobili contro Inter e Milan, il capitano di lungo corso è rimasto in panchina senza un mugugno, pensando soltanto a tenersi pronto quando gli sarebbe stato chiesto di trainare ancora una volta la rattoppata carretta bianconera.

Normale quindi che in sala stampa si presentasse con la serenità stampata in volto di chi sa che ancora una volta ha dimostrato il suo valore umano oltre che tecnico. Nessuna polemica ma una frecciatina in risposta alle parole del suo mister sì, a chi gli chiedeva di commentare le parole del tecnico friulano ha risposto semplicemente: “Ritrovato? Veramente, non mi sembra di essermi mai perso”. Semplice, lineare, con lo stile e la pacatezza che da sempre hanno distinto la carriera di questo calciatore.

Del Piero ha accettato con professionalità le decisioni dell’allenatore, altri al suo posto avrebbero sbattuto i piedi e rivendicato maggiore attenzione: “Non guardo indietro, solo avanti: sto bene, ho la testa sgombra. Chiaramente, avrei voluto giocare di più, ma quando fai parte di un gruppo di lavoro devi accettare le scelte di chi decide”. Un gol, importante come quello contro il Brescia, aiuta a guardare con più ottimismo al futuro: “Rivincita? Una risposta a qualcuno? Macché. Soltanto una grande felicità. Soltanto il piacere di segnare e di vincere partite importanti come questa. È un momento delicatissimo, ne possiamo uscire seguendo la strada che abbiamo intrapreso già a Cesena: massimo impegno, voglia di lottare”.

E quando si parla di futuro il pensiero va a quel contratto ancora da firmare, quello che gli consentirebbe di scendere da capitano anche sul prato del nuovo Delle Alpi. Un po’ di tempo fa Del Piero ha detto di essere pronto anche a firmare “in bianco” pur di continuare a vestire quella maglia bianconera che indossa da 18 lunghissimi anni, la sua idea nel frattempo non è cambiata così come non è venuto meno l’ottimismo: “Sul contratto quel che avevo da dire l’ho detto. La mia priorità è il campo, far bene fino a maggio, arrivare più un alto possibile. Poi, sarò felicissimo di vestire ancora questa maglia l’anno prossimo. Non vedo altre soluzioni: le mie parole e quelle del presidente sono state chiare già mesi fa”.

Ma ieri si è celebrato anche un’altra bandiera del calcio italiano, quel Francesco Totti che ieri ha celebrato i suoi 201 gol in Serie A, tutti con la maglia della Roma. Alex ha voluto celebrare il collega e amico esprimendo tutta la sua stima nei suoi confronti per quanto fatto in giallorosso, scherzando poi quando gli hanno chiesto se il record del romanista lo infastidisse almeno un po’: “Geloso perché Francesco ha fatto più di gol di me in serie A? Magari ne parliamo quando avrà segnato più di me in assoluto”. Nulla da eccepire, classe ed eleganza dentro e fuori dal campo.