La storia di Marco Parolo, azzurro per la prima volta

Per fortuna che ancora si sentono di queste storie, di sudore e sogni sui campi di provincia, a sgomitare in terza serie, a guadagnarsi sul campo promozioni ed elogi, fino a debuttare in Serie A, senza timore, con tanto entusiasmo. E poi fare bene, andare in gol, non montarsi la testa: ovvio che si venga


Per fortuna che ancora si sentono di queste storie, di sudore e sogni sui campi di provincia, a sgomitare in terza serie, a guadagnarsi sul campo promozioni ed elogi, fino a debuttare in Serie A, senza timore, con tanto entusiasmo. E poi fare bene, andare in gol, non montarsi la testa: ovvio che si venga notati da Cesare Prandelli, uno che ci crede nei valori sani, di quelli veri, senza colpi di testa o uscite poco convenzionali: Marco Parolo, 26enne da Gallarate, Varese, ce l’ha fatta. Vestirà, oltre a quella del Cesena, anche la maglia dell’Italia per gli impegni contro Slovenia (ufficiale) e Ucraina (amichevole).

Che giochi o meno poco importa, lui è già felicissimo della prima storica convocazione: “Fino a due giorni fa non ci pensavo nemmeno, per me è un sogno che si avvera e ancora faccio fatica a crederci. Voglio ringraziare tutti i mie compagni di squadra che mi hanno permesso di arrivare fin qua, anche quelli della scorsa stagione. Ringrazio la società, su tutti il Presidente Campedelli che ha sempre creduto in me, senza dimenticare mister Ficcadenti e mister Bisoli, il team manager Fiorenzo Treossi, Gabriele Valentini e tutto lo staff” le parole del mediano dei romagnoli, di certo uno che ha dovuto conquistarsi tutto quello che ha fin qui ottenuto.

Dopo le giovanili tra Torino Club e Soccer Boys, ecco il Como fresco di retrocessione in C1; di lì a poco i seriani falliscono, Parolo va alla Pistoiese dove gioca bene ma non è felice. Il Foligno e mister Bisoli gli danno la carica in due anni molto importanti per lui, quindi il Verona con annesse pressioni. Infine Campedelli (il ragazzo non ha ancora esordito in Serie B) che lo vuole per il suo Cesena: ancora Bisoli, doppio salto fino alla A. Centrocampista di qualità e quantità, piedi buoni e vizio del gol. Gol pesanti. Così il direttore sportivo del Cesena, Maurizio Marin su Parolo e la sua meritata convocazione:

“Mi ha avvisato Minotti ieri dopo le partite, poi ho chiamato il ragazzo che era commosso dalla felicità. Questa convocazione è il giusto premio per un ragazzo che è partito dal basso, facendo tutte le categorie Mercato? Per noi è un giocatore importante, una pedina fondamentale per la nostra salvezza. È bene che sia rimasto con noi. Quello che sarà nessuno può dirlo”.

Pare che già nello scorso scorcio di mercato invernale avevano messo gli occhi sul centrocampista varesotto Fiorentina e Palermo; il Cesena ha tenuto duro (ricordiamo che il cartellino è in comproprietà col Chievo Verona, i Campedelli sono radicati nella vita di Marco) ma con molta probabilità poco potrà fare a giugno. E a proposito di questo e del debutto in azzurro, ecco cosa ne pensa il padre, il 50enne Daniele Parolo:

“L’ufficialità della convocazione in nazionale di Marco è arrivata quando eravamo insieme a Roma. Siamo andati dal Papa a prendere la benedizione, e possiamo dire che ha portato bene. Sono immensamente felice: la maglia della nazionale è un orgoglio per lui, per la nostra famiglia e per tutta la provincia di Varese che di giocatori in nazionale non ne ha dati moltissimi nella storia. Mio figlio? I suoi valori sono quelli di sempre, non è certo cambiato con la notorietà. Ieri a Roma c’era la maratona e mentre passeggiavamo come semplici turisti due tifosi, uno della Lazio e un altro, lo hanno riconosciuto e salutato con calore: lui quasi si è imbarazzato. Certo, gli fa piacere, ma non ha certo preso modi e atteggiamenti da “divo”. Credo sia arrivato in serie A al momento giusto: a 25 anni ha capito che il lavoro paga sempre e poi a Cesena ha trovato un punto di riferimento indispensabile come Antonioli, giocatore formidabile, ma anche uomo con valori forti che trasmette la voglia di impegnarsi e di lottare. Il futuro? L’obiettivo di Marco è arrivare al 22 maggio col Cesena salvo. Poi vedremo. Se ci sarà l’occasione saprà coglierla con l’accordo di Chievo e Cesena. Sognare non costa nulla, ma nel calcio di oggi le cose cambiano in frettissima: il sogno con la s maiuscola è il Milan (i Parolo sono tifosi rossoneri, ndr), ma anche una squadra impegnata in Europa League andrebbe benissimo”.

Curiosità finale: il destino di Prandelli e quello di Parolo già si incrociarono qualche anno fa, durante un’amchevole estiva tra Hellas Verona e Fiorentina. A fine gara l’allora allenatore viola arrivò in sala stampa molto contrariato per il pari della sua squadra; queste furono le sue parole: “Dovremmo avere tutti la grinta di Parolo, che gioca due categorie più sotto di noi“. Chi non muore, si rivede.