La Juventus in attesa


Ad un giorno dai verdetti dell'arbitrato in Corso Galileo Ferraris c'è attesa. Da queste decisioni in pratica uscirà fuori quello che dovrà essere il prosieguo di stagione per i ragazzi di Deschamps. Sebbene dopo le prima apparizioni nella serie cadetta si è avuta l'impressione che anche con un -17 la promozione sia fattibile un ammorbidimento della pena potrebbe rendere le cose più semplici.

La società bianconera, dal canto suo, continua ad operare sulla falsariga dei mesi passati, cioè in completa discordanza di voci e di pensiero.

Alla domanda su cosa c'è da aspettarsi dalle sentenze del CONI sono seguite due risposte leggermente discordi fra loro.

Da una parte c'è la pacatezza dell'amministratore delegato Blanc che si dice fiducioso e che in ogni caso accetterà qualsiasi sentenza.

Sull'altro piatto della bilancia c'è invece il presidente Cobolli Gigli che smette i panni di agnellino, dove la parola non fa nessun riferimento alla casata torinese, e riprende a tuonare minaccioso.

Ha detto chiaramente infatti che si aspetta molto da questo arbitrato e che se le aspettative dovessero restare deluse si riaprirebbe la strada della giustizia ordinaria, "il TAR esiste" queste le sue parole.

Però il presidente della Juve ha rettificato dopo poche ore, fedele al suo ormai noto sdoppiamento di personalità, ribadendo l'esistenza del tribunale amministrativo, ci mancherebbe altro, ma specificando che non c'è intenzione di ricorrervi. Equità, questa l'unica richiesta della dirigenza.

Attivo anche sul piano diplomatico il presidente Cobolli Gigli ha contattato De Laurentiis, che nei giorni passati si era espresso contrario ad una riduzione della penalità, stemperando così le polemiche. C'è da stare tranquilli quindi, sulle poltrone del San Paolo non ci saranno tensioni il 4 novembre.

Insomma si procede in maniera confusa a Torino e l'unico appiglio per i tifosi è la squadra, il calcio, che è la sola cosa che conta.

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