Paolo Maldini rinviato a giudizio per corruzione


Le indagini si sono chiuse nell'aprile del 2010, quando il capo d’imputazione nell’avviso di chiusura delle indagini notificato all’ex capitano rossonero, alla moglie Adriana Fossa e ad altre 39 persone parlava di corruzione ai danni del funzionario dell’Agenzia delle entrate e commercialista Luciano Bressi ‘per garantirsi l’esenzione di controlli fiscali da parte dell’ufficio di Milano 1 dell’Agenzia delle entrate’.

Adesso Paolo Maldini è stato rinviato a giudizio con quelle accuse, secondo quanto ha stabilito oggi il gup di Milano, Luigi Varanelli, alla conclusione dell’udienza preliminare. Il processo all'ex difensore del Milan si aprirà il prossimo 21 giugno davanti alla decima sezione penale del Tribunale di Milano, e Maldini comparirà a processo assieme a altre 12 persone.

Nell’udienza preliminare erano imputate 39 persone, tra dipendenti dell'Agenzia delle entrate e commercialisti, i quali avrebbero aiutato decine di imprenditori e titolari di società ad aggirare i controlli fiscali o ad ottenere trattamenti più favorevoli. Alcuni imputati hanno scelto il patteggiamento, altri il rito abbreviato definito davanti al giudice, altri quello ordinario, come appunto ha fatto Maldini.

Secondo l’accusa, l’ex calciatore avrebbe pagato un funzionario dell'Agenzia delle Entrate per aggirare i controlli fiscali, e si sarebbe poi fatto assistere dallo stesso funzionario per una verifica illecita relativa ad un'operazione immobiliare in Toscana. L'ex terzino del Milan, secondo le indagini coordinate dal pm Paola Pirotta, si sarebbe rivolto al funzionario dell'Agenzia delle entrate Luciano Bressi, finito in carcere nell'inchiesta, per aggirare controlli fiscali. Bressi aveva raggiunto un accordo con la Procura per patteggiare la pena, restituendo circa un milione di euro all'Agenzia delle Entrate.

Stando alle indagini, fino al 23 giugno 2009 Maldini avrebbe corrotto Bressi offrendogli non solo "l'onorario per lo studio (circa 40 mila euro annui)", ma anche la "procura speciale" della società costituita con la moglie, la Velvet Sas, "da cui scaturivano ingenti corrispettivi 'in nerò (somma non inferiore a 185 mila euro)".

Inoltre, tramite Bressi, avrebbe acquisito "dati riservati" all'anagrafe tributaria sul conto di Alessandro P.B., che faceva parte di una società nella quale l'ex calciatore sarebbe voluto entrare per un affare immobiliare. Maldini, assistito dall'avvocato Danilo Buongiorno, si è sempre difeso sostenendo che sarebbe stato lo stesso Bressi a sottrarre soldi dalle casse della società Velvet. Nel frattempo il gup di Milano Luigi Varanelli, che ha mandato a processo l'ex terzino del Milan Paolo Maldini con altre dodici persone fissando la data al 21 giugno, ha archiviato l'accusa di corruzione contestata alla moglie dell'ex calciatore, Adriana Fossa.

Fossa, assistita dall'avvocato Danilo Buongiorno, rispondeva di corruzione per lo stesso episodio di cui è accusato il marito, rinviato a giudizio anche per accesso abusivo a sistema informatico. Lo stesso Pm, Paola Pirrotta, aveva chiesto l'archiviazione per la posizione di Adriana Fossa, che il giudice ha accolto facendo cadere l'accusa a suo carico.

(fonti Eurosport, Tuttomercatoweb, Gazzetta dello Sport)

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