Dal calcetto al tribunale!


Siamo in 5 milioni a giocare a calcetto in Italia, me compreso. Ebbene, forse ce lo prescrive il medico? Guadagniamo qualche cosa nel dare calci al pallone? Le risposte, in entrambi i casi, sono negative e proprio per questo pare assurdo come ogni giorno questo surrogato del calcio miete infortunati (e in passato si sono registrate anche sporadiche vittime). Così l'attaccante Giuseppe non ha resistito e in barba a un fairplay che effettivamente non sussisteva, ha fatto causa al difensore Giovanni, reo di esser entrato sulle ginocchia dell'amico e di avergli rotto entrambi i legamenti.

Il fatto, realmente accaduto a Trapani, è arrivato sino in tribunale dove la Cassazione s'è pronunciata a sfavore dell'irruente difensore, costringendolo a pagare 200 euro al suo ormai ex amico. "Nelle gare amichevoli e tra dilettanti sono indispensabili cautela e prudenza per evitare il pregiudizio fisico per l'avversario, e controllo dell’ardore agonistico; il colpevole è stato punito per avere interpretato l’evento sportivo come una competizione effettiva, quindi animato da un agonismo non conferente alla situazione, in quanto partita organizzata da un gruppo di conoscenti, alcuni dei quali non avevano mai giocato a calcio" hanno scritto i giudici, sottolinenando come un intervento del genere è una vera e propria lesione colposa!
A me personalmente è successa una cosa simile durante una partita di calcetto: intervento da dietro e lussazione della rotula sinistra; ovviamente non ho fatto nulla se non curarmi. E voi, cosa ne pensate?

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