Siena a un passo dalla A, ma il futuro di Conte è incerto

Antonio Conte, allenatore del Siena vicino alla promozione in Serie A, non ha ancora deciso quale squadra allenerà il prossimo anno: non è escluso che rimanga nella città toscana, ma su di lui ci sono anche Napoli, Sampdoria e Juventus.


Sabato pomeriggio il Siena molto probabilmente festeggerà il ritorno in Serie A dopo un solo anno di purgatorio in cadetteria: la società toscana, egregiamente gestita da Mezzaroma e Perinetti, ha condotto un campionato di vertice dall’inizio alla fine, una supremazia netta a cui va dato merito tanto alla dirigenza quanto ai giocatori, senza dimenticare il condottiero della nave, il quasi sempre afono (a fine partita) Antonio Conte. L’ex capitano della Juve è ormai un allenatore a tutti gli effetti, ma lo era già prima della esperienza senese (in realtà un ritorno dopo l’incarico da vice di De Canio cinque stagioni or sono).

Già, perché il suo curriculum da allenatore fa già invidia a tanti suoi colleghi, anche se ancora in Serie A non ha dimostrato tutto il suo valore; con l’Arezzo sfiorò la salvezza dopo un ottimo campionato, poi l’exploit di Bari con tanto di vittoria del campionato di B (e panchina d’argento per lui), quindi screzi con la dirigenza, così come furono frizioni importanti a interrompere il suo rapporto con l’Atalanta dopo 4 mesi; a Bergamo, un anno e qualche mese fa, l’opportunità di confrontarsi col grande calcio, ma prese la squadra in corsa così che i trascorsi orobici fanno poca fede sulla sua bontà quale “mister” di Serie A.

Ora che è vicino alla seconda promozione in carriera (e, chissà, alla seconda vittoria di un campionato di Serie B), il nome di Antonio Conte aleggia con insistenza nei corridoi del calcio: il tecnico pugliese è ambito, il suo nome viene accostato a destra e a manca, di fatto ha un contratto che lo lega alla Robur fino al 2012. “L’anno prossimo vorrei allenare in serie A, perchè me lo merito. Siamo vicinissimi alla promozione qui a Siena e potrei rimanere un altro anno con loro. Sono felice di essere accostato a grandi squadre ma per ora non c’è nulla” si è affrettato a precisare il diretto interessato; gli ha fatto eco il suo presidente, il romano Massimo Mezzaroma:

“Conte alla Juve? È un’idea che non mi piace, non vorrei che accadesse, ma se dovesse capitare è chiaro che dovremmo pensarci, perché sicuramente è un allenatore che merita la Juve. Comunque per ora il bianconero a cui tiene è un altro”.

A sponsorizzarlo ci pensa anche il bomber principe del Siena, Emanuele Calaiò:

“A Bergamo ci sono stati tanti problemi, poi lì è stato poco e non ha potuto mettere in mostra il suo gioco. È un allenatore pronto, merita una grande chance per la passione che mette. Se sarà a Siena o da un’altra parte, per lui sarà comunque un anno importante”.

L’impressione è che Conte sia davvero interessato a rimanere a Siena, tanto più se si farà un progetto ambizioso e rimarrà il 60enne direttore sportivo Giorgio Perinetti: i due fanno una coppia perfetta che, a Bari come nella città del Palio, non ha sbagliato un colpo, anche se “solo” in B (un campionato, in realtà, molto molto difficile e insidioso). Però le sirene spesso tentano, chissà se il buon Conte si armerà di tappi per le orecchie: il Napoli, se Mazzarri dovesse lasciare per la Juve, ha pensato proprio a lui e a Delio Rossi (e da quelle parti c’è una Champions da giocare); ma anche la Sampdoria, salvezza permettendo (e voglia di reinvestire della famiglia Garrone). E poi c’è la Juve, ma è davvero interessata la Vecchia Signora al suo vecchio capitano di mille e una battaglie?

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