Napoli-caos: Mazzarri vicino all’addio, chi il suo sostituto?

Walter Mazzarri con molta probabilità non allenerà il Napoli nella prossima stagione. Incerto il suo futuro, come quello del prossimo tecnico partenopeo: si fanno i nomi di Gasperini, Ranieri, Rossi e Reja.


Bomba a orologeria Napoli: succede questo alle pendici del Vesuvio, dove l’entusiasmo per una stagione storica, bellissima, stracolma di emozioni, rischia di esser rovinata da una scia di polemiche, indiscrezioni, in cui i protagonisti parlano poco (e male), mentre opinionisti, tifosi e pseudo addetti ai lavori non fanno altro se non dar aria alla bocca. Ma cosa diavolo è successo alla squadra partenopea? Non sembra difficile immaginarlo. Il Napoli parte così e così ma comunque bene, poi ingrana la marcia dopo la sconfitta interna contro il Milan, in Europa League passa il turno, Cavani è in stato di grazia, la fortuna aiuta.

Stop con l’Inter dopo Natale, poi nuova linfa contro la Juve; campionato di vertice, gol in zona Cesarini, il San Paolo è una bolgia. Vittoria a Roma, c’è chi parla di scudetto, ma tutta la frenesia del popolo napoletano, spesso punto di forza nei momenti “calmi” della stagione, si rivela un boomerang pericoloso quando il gioco si fa duro. Ko in Europa al Madrigal, brutto stop nello scontro diretto contro il Milan, la tensione rimane alta per non lasciarsi sfuggire la Champions. Che arriva, con qualche giornata di anticipo così che Walter Mazzarri si ferma un attimo a pensare dopo un anno e mezzo vissuto col cuore più in gola che nel petto.

Cosa pensa il tecnico di San Vincenzo? Che ha fatto un lavoro straordinario, difficilmente ripetibile; che è da una vita che fa gavetta mentre Guardiola vince tutto al primo anno, Allegri lo scudetto quando tre anni fa allenava in Serie C, Delneri allena la corazzata (sulla carta, in Italia) Juve e non cava un ragno da un buco. Lui invece si ritrova a gennaio a far richieste di mercato (Pazzini, Toni, Inler, Van Bommel) per puntare al titolo e De Laurentiis risponde picche, dandogli Ruiz e Mascara. E Champions sia, ma in che modo? Il trainer toscano vuole garanzie, il magnate cinematografico non gliene dà: i diritti di immagine dei giocatori in mano alla società, tetto ingaggi, portafogli stretto.

Mazzarri è tipo che non le manda a dire, forse sbaglia i tempi; ma lui è fatto così e anche alla Samp preferì rimanere senza contratto piuttosto che andare avanti senza mordente. Dopo Livorno, Reggina e Sampdoria, senza ovviamente dimenticare la stagione e mezzo di Napoli, le ossa se le è fatte, il suo credo tattico funziona (3-5-2 bene o male), i giocatori corrono, è maniacale nella cura delle partite, ha uno staff valido, in campo pare giocare insieme ai suoi ragazzi. E poi è uomo tutto d’un pezzo, che dà ma pretende, che mangia calcio ventiquattro ore su ventiquattro e non vuole poi vomitare frasi di circostanza, o sottostare a pretese che lo sviliscono.

Ma davvero ha sollevato tutto questo polverone (più non dicendo, che dicendo qualcosa di esplicito, bene sottolinearlo), perché ha già in mano qualcosa di concreto? Assolutamente no! La Juve è una ipotesi alquanto inverosimile per un semplice motivo: Giuseppe Marotta, due anni fa, gli preferì Delneri in blucerchiato. Perché ora dovrebbe sbugiardarsi preferendo Mazzarri a Delneri, esattamente l’opposto? Ma allora dove potrebbe andare, se non nella squadra maggiormente in crisi? In Italia si potrebbe pensare alla Roma, ma il suo nome non è mai saltato fuori; all’Inter è puro fantamercato. Tutto il resto non sarebbe quanto il Napoli, neanche in termini di ingaggio.

Ne sapremo di più fra qualche settimana, anche se la certezza di queste ore è che non siederà oltre sulla panchina azzurra. Chi allora gli prenderà il posto? I nomi che stanno circolando sono tanti, tantissimi: si passa da Gasperini (fautore anch’egli della difesa a 3) ma con poca esperienza europea, a Ranieri, con la stima reciproca con Fassone, attuale direttore generale del Napoli, e un paio di stagioni fa insieme al tecnico romano alla Juve. Ma si è fatto anche il nome di Delio Rossi, ma il discorso non è poi tanto diverso da quello fatto per Gasperini (e Rossi gioca con quattro in difesa), e addirittura un ritorno di Reja (a cui De Laurentiis è rimasto legatissimo). Caos, dunque: il tempo farà chiarezza.