Video – Spaccio di droga: arrestato De Liguori, capitano della Nocerina

Arrestati per spaccio di stupefacenti il capitano della Nocerina, Vincenzo De Liguori, e Claudio Risi, 31 anni, capitano della Casertana calcio

di antonio

Nemmeno il tempo di festeggiare la promozione in Serie B e il fulmine a ciel sereno si abbatte sulla Nocerina. I Carabinieri di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) hanno arrestato per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, Vincenzo De Liguori, 32enne giocatore della Nocerina, e Claudio Risi, 31 anni, capitano della Casertana calcio, formazione che milita nel campionato di serie D.

E’ finito in manette anche Bruno Guido, responsabile del settore giovanile dell’Isola del Liri (Frosinone), club che gareggia nel campionato di Lega Pro Seconda divisione. Il procuratore aggiunto Raffaella Capasso e il sostituto Donato Ceglie contestano ai tre arrestati lo spaccio di 2000 dosi di stupefacente di tipo sintetico, per un valore di 5.300 euro, avvenuto nel comune di Isola Liri il 31 marzo scorso.

I giocatori avrebbero accettato di fare da mediatori per soli 150 euro e la droga veniva consegnata a Bruno Guido nella città laziale. Gli indagati colpiti dal provvedimento odierno sono complessivamente 33, di cui 10 africani e 23 italiani. I fermi sono stati eseguiti nelle province di Caserta, Napoli, Latina, Roma, Frosinone, Teramo ed Empoli.

Ad incastrare il giro molte intercettazioni inequivocabili trascritte da molti organi di stampa, tra cui la Gazzetta dello Sport. In una telefonata, De Liguori propone a Bruno di mostrargli un campione di stupefacente chiamandolo “il bambino“: “Dove devo uscire per farti vedere il bambino? Mi sono portato pure mio figlio, capito, lo facciamo vedere”. Bruno: “Va buono, a Ceprano“. De Liguori: “Vieni tu all’uscita”. I due si incontrano e il capitano della Nocerina gli consegna il campione di droga.

Nei giorni successivi è Risi a chiamare Bruno e a chiedergli se “quelle magliette” gli sono piaciute: il dirigente sportivo risponde di sì. “Due magliette nere” vengono ordinate a Risi da Bruno via sms, e in una conversazione successiva il calciatore della Casertana chiede: “A te che magliette ti servono?“. Bruno risponde: “Quelle nere, quelle che mi hai detto, l’Xd o l’Mds, come si chiamavano?”. Xd e Mds, annotano i carabinieri nell’informativa, sono le sigle apposte sulle pasticche di droga sintetica. Bruno continua: “Hai capito? Dicci che mi fa il prezzo per due chili, vabbuò?“.

Corriere.it rivela altri particolari nelle telefonate. Oltre a parlare di allenamenti, partite e risultati, i due calciatori si lamentano per i loro compensi da mediatore nello spaccio, ritenuti troppo esigui. De Liguori a Risi: “Però ti dico, se è così… così facendo lui ha capito male. Cioè io e te facciamo gli scemi per senza niente? Ti avviso prima“.

Per De Liguori, il compenso minimo per la mediazione tra lo spacciatore e il dirigente sportivo dev’essere almeno di 250 euro a testa: “Almeno facciamo due e cinquanta ciascuno, se no che facciamo, gli scemi?”. Risi è più esigente: “No, no, Vincenzo, ma che: due e cinquanta sono pochi, ti devo dire la verità; almeno cinque“. Alla fine, però, i due accettano 150 euro a testa. De Liguori: “Oh, Claudio: facciamo una cosa, evitiamo tutto: pigliamoceli. Adesso è andata così, ascoltami bene”. Risi: “No, Vincenzo, ma che cosa è? Ma che dobbiamo fare, per i pidocchi?”.