Palermo, Zamparini a tutto campo tra Coppa Italia, passato e futuro

Il presidente del Palermo Maurizio Zamparini parla dell’imminente finale di Coppa Italia dei rosanero contro l’Inter, del mercato e dei rapporto dei siciliani con il Napoli


Che gli piaccia parlare, beh, questo si sa; il merito di Maurizio Zamparini è di essere raramente banale: l’imprenditore friulano non è certo tipo ipocrita, lui dice quello che pensa anche a costo di sembrare, a volte, ridicolo. A tre giorni dalla finale di Coppa Italia contro l’Inter, così, il presidente del Palermo accetta di fare un punto della situazione in casa rosanero, rispondendo senza timori alle domande di Raffaele Auriemma, nel programma radiofonico “Si gonfia la rete“. Sulla finale di Roma di domenica prossima, il patron dei siciliani ha le idee chiare: “Arrivare in finale è già una grande soddisfazione, in caso di sconfitta per noi sarà lo stesso una vittoria, se invece dovessimo vincere contro l’Inter sarebbe come vincere lo scudetto“.

Ma è quando si parla di mercato che vengono fuori sempre le cose più succulente:

Aguero? Dissi di sì quando me l’offrirono, ma quando gli argentini mi mandarono l’ok mi resi conto che avevo capito una cifra diversa. Ma io non sono l’Inter per cui sono già contento di aver trovato un talento come Pastore. Cavani? A gennaio gli avevo promesso che lo avrei ceduto, ma i grandi club non hanno creduto in lui per cui è stato bravissimo De Laurentiis a fidarsi di ciò che gli dicevo. Per quanto riguarda l’allenatore aspettiamo la finale di Coppa Italia, ma ci sono 60, 70 possibilità su 100 che resti Delio Rossi, molto dipenderà da lui. Non si aspetta la finale di Coppa Italia perché la decisione dipenderà dal risultato. Verrà presa a prescindere, è solo una questione di delicatezza. Non andrei nemmeno a parlare del contratto con i giocatori. C’è però un piano A e un piano B. Nocerino al Napoli? Dipenderà dal ragazzo, quando c’è volontà io non trattengo nessuno. Non mi risulta che voglia andar via, ma se volesse, ne parleremo”.

Scontato che si parli degli intrecci tra Napoli e Palermo, essendo la trasmissione di fede napoletana:

“Ero convintissimo che Mazzarri rimanesse a Napoli, con De Laurentiis è come seguire un film, sa fare benissimo l’attore e a Mazzarri gliel’ha fatta pagare. Lo ha tenuto sulla corda però alla fine era interesse comune rimanere uniti. Se De Laurentiis avesse fatto questa pazzia di lasciarlo andare via Napoli, lo avrei preso io. Parlo molto con De Laurentiis: lunedì con grande sorpresa abbiamo parlato prima dei problemi del calcio futuro perché stiamo impostando il calcio per avvicinarlo a quello del Nord Europa. La nostra idea è che chi investe e ottiene risultati è giusto che venga premiato, il nostro sistema attuale invece premia la storia. Penso che troveremo la quadratura per il futuro. Sono molto contento perché avere il calcio italiano che si avvicina a quello inglese è molto importante, ci dovremo poi avvicinare anche dal punto di vista del campo insegnando ai nostri calciatori di non buttarsi a terra, a non simulare per avere un rigore a favore e tutte queste cose”.

Piccola considerazione di carattere personale: non mi risulta che nel calcio inglese ci sia tanto spazio per le sorprese (l’ultimo scudetto a destar scalpore fu quello del Blackburn del ’95); in Francia e in Germania magari il discorso fila, ma in Inghilterra la storia conta eccome.