Il baby Parma sa solo vincere.


Tre partite in Coppa Uefa, tre vittorie. Di questo passo, Pioli dovrà convincersi a schierare qualche ragazzo terribile in più anche in campionato. Certo, l’Odense non è il Chelsea (ma sarà così inferiore dell’Ascoli…?) però il modo con cui i giovani crociati si sono rialzati dopo la solita scoppola di inizio partita e il modo in cui hanno lottato in campo avverso fino a ribaltare il risultato fino a condurlo in porto senza troppi affanni, equivalgoni a un esame di maturità superato a pieni voti.
La partita è stata segnata in avvio dal solito gol di testa nei primi dieci minuti, sottolineando le enormi lacune dei crociati sulle palle alte (accentuate dall’assenza di Paci) che hanno lasciato Hansen saltare in mezzo a tre, e che pochi minuti dopo hanno lasciato solo anche Christensen che ha colpito di nuovo indisturbato da pochi passi, cogliendo un clamoroso palo che avrebbe potuto ammazzare la partita se fosse entrato in porta. Insomma il lavoro per Pioli non manca, ma va anche detto che da quel momento in poi il Parma non ha quasi più sofferto i danesi: un paio di tiri da fuori, qualche mischia in area e una conclusione ravvicinata ben deviata da De Lucia proprio al tramonto della partita.

Si è vista, invece, una bella reazione del Parma, prima con il cuore di un incredibile Dessena, vero protagonista della gara, e di un Cardone tornato a buoni livelli, fatta eccezione per il pasticcio collettivo in occasione del gol danese. Poi sono scesi in campo anche la testa e la tecnica di Cigarini e Savi, particolarmente in ombra nella prima mezzora, ma poi capaci di prendere in mano la squadra con pazienza e saggezza tattica. Una saggezza che sembra finalmente acquisita anche da Ciaramitaro, autore di una prestazione più che sufficiente e coprotagonista del primo gol con un gran tiro da fuori ribadito in gol dal solito Dessena dopo aver colpito la traversa. Una cosa simile si era già vista a Kazan...

Nel secondo tempo, più per necessità che per convinzione, Pioli (un fedelissimo della difesa a quattro) rinuncia a Coly e Pisanu per preservarli in vista di domenica (dentro Paci e Budan) e vara un inconsueto 5-3-2 con Dessena sulla linea di difesa. Beh, tempo tre minuti e un cross degno del miglior Beckham dell’improvvisato terzino (lui che non ha piedi raffinatissimi) viene scaraventato in porta da un piattone del croato dall’area piccola. Insomma, quando gira bene, gira bene tutto. Da lì in poi il Parma si difende con ordine (con Paci sulle palle alte si soffre meno e Rossi mette in mostra tutti i suoi progressi) e prova a ripartire cercando le torri di Budan per Paponi o i lanci di quest’ultimo, che prova a fare il Morfeo, per il croato. Un’intesa, questa, sicuramente da affinare, ma che lascia intravedere ottime prospettive future, con il giovane attaccante che si è battuto con coraggio fino alla fine, trovando un paio di giocate di fino ma mai, purtroppo per lui, la conclusione a rete.

Dopo tanto pane duro, quindi, le indicazioni positive non mancano: Pioli ha verificato la tenuta agonistica e psicologica dei giovani talenti di cui dispone, importanti anche in ottica campionato; ha fatto rifiatare buona parte di titolari in vista della sfida di domenica; ha già messo in cascina tre punti fondamentali per il passaggio del turno (complice il pareggio tra Osasuna e Herenveen) che potranno consentire ai gialloblù di affrontare i prossimi impegni Uefa con una certa tranquillità. Insomma, se si esclude la sfortunata finale di Coppa Coppe nel 1994, la Danimarca continua a portare fortuna ai colori gialloblù.

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