Scandalo Calcioscommesse: così gli “zingari” truccavano i campionati

Ecco come operava uno dei gruppi che scommetteva forte sul calcio: sospetti su alcune partite delle romane e delle milanesi


Gli “zingari” è uno dei gruppi, formato da slavi ed albanesi, che pagavano i calciatori per falsare le partite e poi scommetterci a colpo sicuro. Il loro modus operandi era molto semplice; preferivano incontrarsi di persona con i calciatori corrotti per pagarli, anche negli alberghi dei ritiri prepartita oppure in autostrada negli autogrill. Non esisteva un vero centro operativo, erano questi personaggi a muoversi per concludere gli affari a seconda delle esigenze. I magistrati hanno scoperto l’esistenza di questo gruppo intercettando Massimo Erodiani, tabaccaio e proprietario occulto di diverse agenzie di scommesse al centro dell’indagine della procura di Cremona.

Gli “zingari” preferivano le partite di Serie A e B a quelle di Lega Pro ed infatti sarebbero stati proprio loro ad andare nell’albergo del Sassuolo prima di Siena – Sassuolo 4-0 ad incontrare il neroverde Daniele Quadrini per pagare lui ed i suoi compagni che avevano accettato di vendersi in cambio di denaro. Di soldi gli zingari ne hanno tanti, probabilmente scommettevano per riciclare somme di denaro provenienti da attività illecite. Proprio per sfruttare questa loro grande disponibilità di denaro che Massimo Erodiani e l’ex capitano del Bari Antonio Bellavista chiedono loro anche una sorta di finanziamento di 50mila euro per falsare Spal-Cremonese intascando 10 mila euro a testa per la soffiata.

Tante altre le partite truccate, come la già nota Atalanta – Piacenza oppure come Taranto – Benevento, uno dei match più sospettati di combine durante il campionato a causa di un più che anomalo numero di puntate sui circuiti albanesi ed asiatici. Ma in una telefonata dell’11 marzo 2011 tra Mauro Bressan ed Antonio Bellavista si capisce che la lunga mano degli zingari arriva anche alla Serie A. Bressan, secondo gli inquirenti molto vicino al gruppo, parla con Bellavista e gli racconta di una serie di partite della massima serie A che gli zingari vorrebbe truccare investendo circa 400 mila euro.

In queste telefonate si fanno nomi illustri, ancora in parte segretati dalla procura di Cremona, che si sarebbero impegnati per falsare partite di Serie A e B. Tra questi anche il capitano dell’Atalanta Cristiano Doni e Carlo Gervasoni del Piacenza. La vicenda sotto molti punti di vista è ancora difficile da interpretare nel suo insieme ma nei prossimi giorni potrebbero filtrare nuovi elementi che aiuterebbero a capire qual’è la reale dimensione del fenomeno.

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