Lotito e quel “tintinnio di manette” citato un mese fa

Claudio Lotito tirò in ballo questa frase un mese fa “precedendo” l’inchiesta sul calcioscommesse. Semplice coincidenza o profetica rivelazione?

Claudio Lotito, qualche minuto dopo il fischio finale di Lazio-Juventus, durante le canoniche interviste del dopo partita, si lasciò scappare la famigerata frase che inaugurò la stagione di Tangentopoli: “All’epoca un capo della Procura di Milano disse “Sento un tintinnio di manette…”. Lo sfogo di Lotito capitò al culmine di una serie di arbitraggi, a detta di dirigenti, allenatore e calciatori del club capitolino, sfavorevoli per la squadra biancoceleste.

Il presidente laziale fu convocato, qualche giorno dopo, dal procuratore federale Stefano Palazzi per “spiegare” la frase in questione, ma anche per chiarire il richiamo ad una non precisata “Task Force” evocata da lui stesso ben prima di Lazio-Juventus. Ma le convocazioni per Lotito non finirono lì perché si mosse anche la Procura di Napoli che lo chiamò “per fare chiarezza su ipotesi di «combine» e maneggi sul risultato delle partite“, come riporta questo articolo del Mattino. Un fatto trascurato dalla maggior parte dei media.

Nel pezzo del quotidiano napoletano vengono tirate in ballo le indagini sul calciatore Cristian Biancone, accusato di aver truccato Juve Stabia-Sorrento, ma si parla anche di «combine» per la serie A, con risultati truccati per le partite che contano. E si sottolinea che a scommettere ci sono anche i giocatori.

Non c’è nessun riscontro oggettivo su possibili collegamenti tra le esternazioni che appaiono “profetiche” di Lotito e il calcioscommesse su cui sta indagando anche la Procura di Napoli in questi giorni, chiaro. Però la “strana coincidenza” riguarda i tempi che combaciano con i fatti che stanno emergendo dalle due inchieste giudiziarie, cremonese e napoletana. O più probabilmente è stata solamente una frase buttata lì per attirare l’attenzione, quella di Lotito.

Ultime notizie su Calcioscommesse

Tutto su Calcioscommesse →