30 partite truccate in A secondo Pirani - Giallo Totti che si difende, il nome di Vieri in un'intercettazione


Nuovi sviluppi nelle due inchieste sul calcioscommesse a Cremona e a Napoli. La notizia appena battuta dall'agenzia Ansa rivela che in una telefonata delle 19:36 del 21 marzo tra Massimo Erodiani e Marco Pirani (nella foto in alto, fonte Il Resto del Carlino), il giorno dopo Fiorentina-Roma finita 2-2, si sarebbe parlato di un non precisato "Capitano della Giallorossa": "Erodiani dice a Pirani che giovedi va a Bologna a portare i soldi delle giocate", scrivono gli investigatori, che poi aggiungono: "Erodiani commenta con Pirani la partita dell'Inter e dice che l'attaccante del Lecce Daniele Corvia avrebbe pronosticato anche tanti gol in Fiorentina-Roma avendolo saputo dal Capitano della Giallorossa".

Nel brogliaccio degli investigatori non si specifica chi sia il "Capitano della Giallorossa". Francesco Totti, in vacanza a Formentera, appena messo al corrente della notizia, ha subito contattato il legale della Roma, Antonio Conte, dandogli mandato, scrive la Gazzetta, di querelare chiunque utilizzi in maniera impropria il suo nome accostandolo ad attività illecite di questa inchiesta. Nel frattempo è spuntato anche il nome di Bobo Vieri in un'intercettazione. Lo fa Ivan Tisci, uno degli indagati del gruppo degli "zingari", in una telefonata a Antonio Bellavista (l'ex capitano del Bari attualmente in carcere) del 21 marzo 2011, il giorno dopo Inter-Lecce finita 1-0.

Tisci "si lamenta del comportamento di Bressan (ex giocatore agli arresti, ndr) e dice che dopo averlo tenuto in stand by fino a stamattina" aggiunge che "l'hanno fatta saltare perche 'il boss' non ha soldi da puntare". Gli investigatori rivelano che "Tisci gli chiede se ha visto cosa gli ha scritto ieri sera e che a Milano ha incontrato Bobo Vieri, il quale gli ha detto che non ha vinto molto e ha giocato da casa con il pc". Tisci, concludono i poliziotti, "dice di averlo imbeccato e Vieri sapeva dell'over 3,5 dell'Inter".

Bellavista richiama Tisci che "riprende il discorso raccontando la conversazione avuta con Bobo Vieri dalla quale ha capito che loro hanno fatto casini perché non hanno saputo fare niente... perché di là non hanno voluto fare... han voluto giocare... il primo tempo dice che...palo...cose... poi alla fine l'ultimo quarto d'ora si sono messi d'accordo perché non è venuto il gol. Quindi prima diciamo che è stata una mezza cosa che è venuta fuori, ma non perché l'hanno fatta...loro...". Gli investigatori annotano inoltre che Tisci sottolinea che "l'hanno tolta dalle scommesse quando è iniziata a scendere la quota a 2,80...2,40".

E a proposito di Inter-Lecce Antonio Bellavista parla di "sei giocatori dentro" allo scommettitore Fabio Daledo. I due conversano prima della partita, alle 12.17, e confermano gli accordi sulla somma dei gol che deve venire fuori dal match: "Se fanno tre gol fai pari, se fanno due gol perdi e se fanno quattro gol vinci ed è a 1.77 giusto come ti ha detto lui". Bellavista, secondo quanto si legge negli atti processuali, risponde "va bene così, almeno si sono parati il culo, visto che se fanno tre gol magari loro vorrebbero i soldi (inteso per i giocatori interessati alla combine - nota degli investigatori) invece non beccano niente e ci siam parati il culo".

Daledo, si legge in un passaggio della Gazzetta, osserva che "bisogna vedere come si sono messi d'accordo i giocatori" e poi chiede a Bellavista dove si trova il Lecce in classifica. La risposta è che il Lecce si trova ad un punto dal Cesena, che è quartultimo, "il Cesena ieri ha perso ed il Lecce oggi va a Milano e li massacrano". Daledo non è convinto: "Anche il Milan la settimana scorsa col Bari li dovevano massacrare ed han fatto 1-1", ma Bellavista "gli confida - scrivono gli investigatori - che ci sono sei giocatori dentro, così gli ha detto il suo amico, compreso il portiere". Daledo però dice "che lui prima stava parlando del Bologna" e Bellavista "risponde di no, che lui stava parlando del Lecce, Inter-Lecce, in quanto ha sentito il tipo e che la partita è Inter Lecce".

A Napoli il fascicolo su Napoli-Parma 2-3 della stagione 2008/2010, è stato riaperto dalla Procura. Nell'intervallo della gara, con il Napoli in vantaggio, fu registrato un aumento delle scommesse sulla vittoria del Parma. Non emerse alcun illecito dall'inchiesta fino a quando spuntò la foto del boss Antonio Lo Russo, figlio del boss Salvatore capo dell'omonimo clan, che guardava la partita da bordo campo.

Un episodio che ha scatenato l'indignazione del neo sindaco di Napoli, Luigi De Magistris: "Mi meraviglio che la società del calcio Napoli permetta a certa gente di stare a bordo campo. Il calcio deve cambiare, ci sono troppi soldi che girano attorno a quel mondo. Ne parlerò domani con De Laurentiis".

Infine una dichiarazione alquanto inquietante rilasciata dal procuratore della Repubblica di Cremona, Roberto Di Martino, titolare dell'inchiesta sulle partite truccate, poco dopo le 20 di stasera (ieri, ndr): "Ho la sensazione che ci siano grossi problemi in serie A, che ci siano incontri truccati. È una sensazione e una sensazione senza riscontri non è una prova. La sensazione è, però, che in serie A le combine non siano fra i giocatori ma fra le società".

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