Calcioscommesse, Paoloni si difende: “Mai drogato i miei compagni”

L’inquisito numero uno dalla Procura di Cremona smentisce le accuse contro di lui

di antonio

Marco Paoloni, l’indagato numero uno dell’inchiesta sulle scommesse truccate, nega di aver somministrato un tranquillante ai compagni prima del match Cremonese-Paganese del 14 novembre 2010. L’interrogatorio è durato più di sei ore e Manuela Di Paolo, legale del portiere della Cremonese, spiega che

“Paoloni ha chiarito la sua posizione e negato ogni responsabilità in merito all’ansiolitico somministrato ai suoi compagni di squadra (“qualcuno mi voleva incastrare”). E’ uno scommettitore accanito ma faceva scommesse lecite, non ha collaborato, ha detto che scommetteva, queste persone gli dicevano che c’erano altri che giocavano sui suoi consigli. E’ una vittima del suo vizio e accanimento al gioco. Lui faceva solo dei pronostici, gli unici contatti erano con Erodiani. I colleghi calciatori? Ovviamente li conosceva, ma non ha mai utilizzato queste conoscenze ai fini delle scommesse.”

Paoloni ha ribadito la sua posizione: “Non ho mai mosso un dito per far perdere le mie squadre“. Travolto dai debiti accumulati negli anni con alcuni scommettitori sarebbe entrato nel giro delle scommesse nel settembre scorso, millantando conoscenze che non aveva e assicurando di poter far perdere la proprie squadre. “In realtà non ho mai fatto nulla per questo e se in qualche occasione ho subito qualche gol sospetto è frutto della casualità del calcio“, avrebbe detto.

“Siamo solo all’inizio dell’inchiesta. Presto convocheremo Doni, Bettarini e gli altri”, ha detto il pm Di Martino che lunedì a Cremona, incontrerà il procuratore federale della Figc Stefano Palazzi. Ad annunciarlo è lo stesso pm cremonese al termine dell’interrogatorio di Marco Paoloni.

Intanto sono stati attuati i primi provvedimenti di scarcerazione. Francesco Giannone, Giorgio Buffone e Gianfranco Parlato che dal carcere andranno agli arresti domiciliari. Per Manlio Bruni: dai domiciliari ha l’obbligo di firma, e per Mauro Bresson invece si aprono le porte del carcere. Per Marco Pirani e Massimo Erodiani una decisione sarà presa sabato, mentre Beppe Signori non ha ancora presentato domanda di scarcerazione dagli arresti domiciliari.

La motivazione che ha portato a queste decisioni, si rileva nell’ordinanza parzialmente trascritta da Repubblica e Sky Sport, deriva dalle dichiarazioni confessorie rese sia al gip in sede di interrogatorio di garanzia che al pm dagli indagati e pertanto “appaiono fortemente ridimensionate le esigenze cautelari relative alla genuina acquisizione della prova poiché si è avuta conferma pressoché nella totalità della sussistenza degli episodi di frode sportiva di cui ai singoli capi di imputazione ed inoltre -si legge ancora nell’ordinanza- le dichiarazioni rese dagli indagati hanno fornito ulteriori spunti investigativi”.

Infine un’esortazione del presidente dell’Anm, Luca Palamara, agli inquirenti di Cremona che qualche giorno fa parlarono di “sensazioni”: “E’ bene che tutto quanto venga fatto possa portare all’accertamento dei fatti e delle responsabilità e che non ci si basi sulle sensazioni. Bisogna poi prestare grande attenzione a evitare sovraesposizioni mediatiche degli inquirenti. Nei rapporti con la stampa ci deve essere equilibrio, senza favorire eccessiva visibilità mediatica del pm nello svolgimento delle indagini”.

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