Il nuovo ambizioso PSG: da Leonardo ad Ancelotti, prima di scompigliare il mercato

Il Paris Saint Germain, da pochi giorni in mane qatariote, dopo Leonardo quale direttore generale, pensa a Carlo Ancelotti per la panchina.


Il Qatar, nella persona di Tamim bin Hamad Al Thani (a capo del QIA, Qatar Investment Autorithy), sbarca a Parigi e sono scintille. Se un altro Al Thani, tale Abdullah, si è preso il Malaga ma non sta riuscendo a farlo decollare (ma tempo al tempo), dalle parti della Tour Eiffel si pensa in grande, sin da subito. Il primo indizio? Di punto in bianco Leonardo ha salutato l’Inter di Moratti: troppo allettante tornare nella città e nella squadra che lo lanciò in Europa quale calciatore (ma era stato già al Valencia), dietro a una scrivania ma con un bel gruzzolo da spendere per arrivare ai vertici del calcio mondiale. E in fondo il PSG non è una squadretta da niente: a parte la città in cui si trova, Parigi, città tra le più belle al mondo, questo club ha vinto due campionati francesi, una dozzina di coppe e coppette nazionali, ma anche una Coppa delle Coppe (con finale l’anno successivo contro il Barça di Ronaldo) e un Intertoto (vabè, fa curriculum – contro il Brescia tra l’altro).

Insomma, i presupposti ci sono tutti per investire, divertirsi e avere un ritorno di immagine: primo colpo, come detto, il buon vecchio Leonardo, seconda mossa Carletto Ancelotti (per buona pace di Antoine Komboua­ré, l’allenatore di fatto dei parigini con un contratto fino al 2013). E convincere il disoccupato più ricco di Reggiolo non sarà difficile: basterà fargli attraversare la Manica, dargli la guida dei migliori ristoranti della Ville Lumiere e coinvolgerlo nell’allestimento di una squadra che punterà a vincere, prima in Francia e poi in Europa. E così si aprirà l’era degli italiani di Francia: in passato ricordiamo Marco Simone proprio al PSG, ma anche Di Vaio e Vieri al Monaco, oltre a Guidolin, alla guida sempre dei monegaschi. Il prossimo potrà essere invece Marco Borriello: primo tassello di una campagna acquisti che si preannuncia pepata. O, se non altro, volenterosa.

La parola d’ordine di Al Thani è: rivoluzione. Leonardo, avvistato in Qatar proprio per prendere appunti in questo senso, s’è studiato per benino la rosa della squadra e alla fine pare non ci sia nessun inamovibile. Alt, fermi tutti, tre ci sono: ovviamente l’enfant prodige del calcio francese, il difensore classe ’90 Mamadou Sakho (già capitano della squadra con più di 150 presenze, oltre a sette gettoni anche in Nazionale maggiore), il centrocampista Clément Chantome (un ’87 con all’attivo già 200 presenze in maglia rossoblu) e l’esterno alto Nené, non più giovanissimo ma sempre prezioso. Per il resto tutti sulla graticola, e una volta ufficializzato l’arrivo sia di Leonardo che di Ancelotti, allora si farà sul serio: i nomi per il momento sono pochi; oltre a Borriello si pensa a un ritorno in patria di Menez, mentre tra i giocatori di Ligue 1 piacciono Dimitri Payet e Blaise Matouidi. Ovvio che le idee siano poche e confuse: il 30 giugno però la squadra inizia la preparazione estiva, altri 12 giorni e avremo un quadro più chiaro della situazione.

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