Beppe Signori incontra i giornalisti: “È stato un vero massacro”

Beppe Signori incontra i giornalisti in conferenza stampa. L’ex calciatore, di nuovo libero, racconta le ultime difficile settimana vissute a causa dello scandalo calcioscommesse.


Giuseppe Signori ha rotto il silenzio dietro il quale si era chiuso in queste lunghe settimane, l’ex attaccante, finito sulle prime pagine di tutti i giornali per la vicenda calcioscommesse, ha deciso di incontrare i giornalisti in un conferenza stampa da lui stesso convocata a Bologna. È stravolto e a stento riesce a trattenere le lacrime mentre prova a dare la sua versione dei fatti, nega qualsiasi coinvolgimento in questa brutta storia, rifiuta categoricamente l’idea di aver fatto parte di un’associazione e soprattutto di essere stato uno dei capi di questo movimento. Signori attacca i mezzi di informazione per averlo sbattuto in prima pagina, come un mostro, senza nemmeno essersi presi la briga di leggere con attenzione le carte dell’inchiesta, e ringrazia quanti gli sono stati vicini:

“Ringrazio le persone che mi son state vicine, avvocati e le persone che mi han mostrato affetto, i tifosi, la mia famiglia. Sono state il mio unico sfogo, non avendo contatti con l’esterno in questi ultimi quindici giorni rinchiuso a casa. In questi giorni mi son studiato l’ordinanza. C’è stata una disparità, ci son state notizie inventate e false, è stato un massacro mediatico, in pochi giorni sono stati cancellati tanti anni di carriera. E non ho potuto rispondere. Sembra che qualcuno si sia divertito. Sin dall’inizio dovevo capire che si trattava di un massacro. Si è puntato più a denigrare la persona che a guardare le pagine dell’ordinanza. Non c’è una sola intercettazione telefonica che mi riguarda, questo non è stato riportato. Facevano il mio nome quando gli faceva comodo farlo.”.

Poi l’ex calciatore di Lazio e Bologna inizia a ripercorrere le tappe della vicenda, a cominciare dal giorno in cui gli sono stati comunicati gli arresti domiciliari:

“Ho scoperto dell’indagine mentre ero in treno, vedendo su un sito la mia immagine in manette. Arrivato a Bologna mi portano in questura. Mi son ritrovato come in certi film, appoggiato al muro, mi han preso le impronte digitali. Ero sotto shock, non capivo ancora di cosa stavano parlando, mi chiama un giornalista, e gli chiedo di avere pietà. Il giorno dopo hanno scritto che già chiedevo scusa. In verità, chiedevo solo di capire cosa stava succedendo”.


Signori ammette di scommettere regolarmente, come milioni di italiani, ma sottolinea di farlo legalmente, come tutti:

“Gli assegni che mi hanno sequestrato? Come tutti ho un libretto di assegni, hanno preso quello, assegni non compilati. Forse mi porto dietro una nomea sbagliata. Sono una persona cui piace scommettere, è vero, ma legalmente. E poi guardarmi la partita con un’enfasi diversa. Fare la sfida del Buondì Motta, è illegale? Non ho mai fatto cose illecite nella mia carriera. Ci sono tante cose inventate sul mio conto”.

Sotto la lente degli investigatori è finito anche un incontro del calciatore con altre due persone coinvolte nell’indagine, Signori non nega di essersi recato all’appuntamento ma chiarisce di aver rifiutato qualsiasi accordo:

“Io non faccio parte di alcuna associazione. Ecco perché vorrei partire da quel famoso e maledetto 15 marzo. Fui invitato dai miei commercialisti ad un incontro con due persone che non conoscevo, che non avevo mai visto prima. È lì che nasce tutto. Io sono andato a quell’incontro, ingenuamente ho sbagliato a scrivere delle condizioni, volevo capire dove si volesse arrivare, capire a cosa servisse la mia presenza. Servivo da garante. Non si era parlato di partite già fatte, la mia presenza serviva ad avvicinare giocatori di serie A. Ho risposto che certe cose non le facevo, che non ero interessato. E poi non avevo la possibilità economica per fare quelle cose. È stato trovato a casa mia quel foglio, era lì in bella vista dal 15 di marzo. Era tanto importante che neanche l’ho nascosto…. Quel biglietto lo hanno trovato a casa mia, ma erano altri che le avevano dettate le condizioni, non io. Io avevo solo annotato”.

E tra i fogli incriminati c’è anche un’agenda con annotati dei nomi di calciatori e delle cifre al loro fianco. Anche in questo caso Signori ha una spiegazione razionale, anche in questo caso nulla a che vedere con le scommesse illegali, mai fatte tanto in Italia quanto all’estero, si era parlato infatti di Cina:

“Si parla di un agenda con nomi. Risale alla mia esperienza alla Ternana, quando facevo il consulente. In questa agenda ci sono nomi di giocatori cui andava rinnovato il contratto, con le cifre del rinnovo. Le scommesse in Cina? Nel 2010 per lavoro sono stato a Pechino e lì ho conosciuto alcune persone che mi hanno proposto di aprire una scuola calcio a Pechino. Ho portato una di queste persone a Bologna, con lui c’era un’altra persona. Ho chiesto al Bologna se potevano assistere all’allenamento e il giorno dopo la società li ha fatti assistere alla partita con il Milan. Tutto documentato. Questi sono i miei contatti con la Cina, altro che scommesse”.

Signori è apparso stanco, ha detto di aver bisogno di un periodo di riposo, di lontananza dal mondo del calcio che tante sofferenze gli ha procurato in quest’ultimo periodo. Per questo non onorerà il contratto con Mediaset Premium, come commentatore, né quello con la casa di scommesse austriaca Skysport365, non sarebbe il momento migliore per fare da testimonial. Non sa se scommetterà ancora, sicuramente non lo farà nell’immediato futuro, adesso ha solo voglia di serenità, possibilmente lontano dai riflettori.