Calcio spagnolo sull’orlo della bancarotta, a rischio decine di club di Liga e Segunda Division

Il calcio spagnolo schiacciato da 4 miliardi di euro di debiti. Rischiano il fallimento decine di squadre, si salvano, per ora, solo Real Madrid, Barcellona, Getafe e Malaga.


La Liga è per molti il campionato europeo più spettacolare, quello capace di emozionare con la sfida infinita tra Barcellona e Real Madrid, tra Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. Ma dietro questi lustrini si nasconde una realtà ben diversa che racconta di miliardi di debiti che rischiano di portare al fallimento decine di società professionistiche. Il quotidiano Marca ha pubblicato un’inchiesta che ha portato alla luce dati sconcertanti, il calcio spagnolo è strangolato da 4 miliardi di euro di debiti, non si salva nessuno, praticamente tutti i club di di Liga e Segunda Division sono a rischio.

Molte di queste società hanno già fatto ricorso alla Ley Concursal, una norma che permette di congelare o dilazionare il debito senza dover dichiarare il fallimento. La sua applicazione potrebbe però portare molti calciatori a perdere il 50% degli stipendi ad oggi arretrati, una situazione insostenibile tanto che 300 di loro hanno già denunciato le loro squadre come insolventi nei pagamenti, mentre lo spettro di uno sciopero generale spaventa sempre di più. Sarà un’estate caldissima e non si può dare niente per scontato, a rischio è l’inizio degli stessi campionati 2011/2012.

Sono già ricorsi alla legge fallimentare, tra gli altri, i tre club promossi quest’anno dalla Segunda Division e cioè Granada, Rayo Vallecano e Betis ma anche Real Saragozza, Hercules, Cadice, Maiorca, Recreativo, Xerez e Cordoba. Molti altri potranno conoscere lo stesso destino, il pensiero va al Valencia, pericolosamente in bilico sul baratro da molto tempo. In pratica si salvano soltanto le due big, Real Madrid e Barcellona, che riescono a sostenere il loro debito, un miliardo in totale, grazie agli introiti foraggiati soprattutto dai diritti tv: basti pensare che le due regine incassano 600 milioni di euro all’anno, il 50% del totale. Sono tranquille per il momento anche Malaga e Getafe, ma in questo caso bisogna ringraziare i dollari arabi.

La Spagna deve assolutamente fare qualcosa per risolvere questi problemi, la difficile situazione economica del paese non è certo d’aiuto, altrimenti l’entrata in vigore del fair play finanziario potrebbe provocare una vera e propria carneficina. Nel frattempo si continuano a leggere di offerte mirabolanti per portare nuovi campioni nel paese iberico, si parla dei 40 milioni offerti dal Barça all’Udinese per Sanchez, ma anche delle cifre che il Real spenderà per assicurarsi le prestazioni di Neymar, tutto questo mentre gli sceicchi promettono di portare il Malaga nel gotha del calcio europeo. Forse è il caso di fermarsi a riflettere, se si vuole provare ad evitare una rovinosa caduta.