Londra 2012: Scozia, Galles e Irlanda del Nord confermano il loro rifiuto alla nazionale olimpica

Con un comunicato congiunto le associazioni calcistiche di Scozia, Galles e Irlanda del Nord ribadiscono il loro rifiuto a partecipare, insieme all’Inghilterra, alle prossime Olimpiadi di Londra.


Nei giorni scorsi Andy Hunt, direttore della British Olympic Association, in un’intervista si era detto molto ottimista a proposito della presenza di una nazionale di calcio britannica mista alle prossime olimpiadi, dando in pratica quasi per certo un accordo che prevedeva la costituzione della formazione maschile e femminile in occasione di Londra 2012. Gli inglesi in questi mesi hanno lavorato molto duro sul fronte diplomatico nel tentativo di convincere scozzesi, gallesi e nord irlandesi ad unirsi a loro, anche per non andare contro la carta olimpica e le sue norme antidiscriminatorie.

Di questa controversia se n’era parlato già tempo fa su Calcioblog, quando le prime differenze di vedute erano emerse. Le parole di Hunt, unito ad un comunicato stampa della FA, sembravano aver finalmente risolto il problema e spianato la strada verso questa controversa nazionale che ha cessato di esistere ufficialmente nel 1972. Nessuno a questo punto si aspettava la reazione forte e decisa delle tre federazioni schierate contro la FA inglese. Con un comunicato congiunto gli altri sudditi di Elisabetta II hanno confermato la loro posizione, lasciando capire di non essere disponibili a trattare.

Nel comunicato apparso sui siti ufficiali della tre federazioni si legge chiaramente:

“Le Football Association di Scozia, Galles e Irlanda del Nord reiterano la loro opposizione collettiva alla partecipazione del Team GB alle Olimpiadi di Londra del 2012, contrariamente a quanto sostenuto nel comunicato stampa diffuso oggi dalla British Olympic Association. Siamo stati abbastanza chiari nello spiegare la nostra posizione, che consiste soprattutto nel proteggere l’identità di ciascuna associazione nazionale. Per questo non possiamo appoggiare né formalmente approvare l’approccio proposto dalla Football Association inglese. Abbiamo sottolineato questo punto più volte e ci rende infastiditi il fatto che sia stato ignorato nel comunicato stampa. Nessuna discussione ha avuto luogo con nessuna delle federazioni, tanto meno è stato raggiunto un accordo. Le nostre associazioni sono impegnate nel supportare le singole nazioni affinché giochino sotto le loro rispettive bandiere come membri indipendenti della Fifa e della Uefa. Questa posizione è stata approvata dai tifosi che sono stati consultati durante tutto il corso del processo”.


Di sicuro non si può dire che Scozia, Galles e Irlanda del Nord manchino di chiarezza. A questo punto la partecipazione di calciatori di queste tre nazioni alle prossime olimpiadi appare molto improbabile. La Gran Bretagna, che da paese organizzatore dovrà schierare i suoi undici, alla fine sarà costretta a fare affidamento sui soli inglesi. Una conclusione che ha poco dello spirito olimpico, ma chi conosce bene la storia di questi paesi sa anche che è sicuramente quella che sorprende meno.